Categorie: Costume e Società
Municipi:

Unicredit da banca a bancarella – Walter Siti e “Mondadori” in cima alle classifiche – Stomaco peloso e stomaci vuoti

I Fatti e i Misfatti di novembre 2010 (III) di Mario Relandini

Unicredit da banca a bancarella

"Vorrei ritirare – dice, ad un impiegato allo sportello dell’Agenzia Unicredit in piazza Gentile da Fabriano a Roma, un vecchio cliente – un nuovo "carnet" di assegni". "Non posso darglielo – risponde l’impiegato – perché è stato necessario cambiare il nostro Iban, ci hanno ritirato i vecchi "carnet" e ce ne hanno consegnati pochissimi di nuovi tanto è vero che sono già finiti". "E allora?" "Torni, allora, tra una settimana: dovrebbero avercene forniti degli altri".

Sempre meglio. L’Unicredit non è – con tutto il rispetto – la Banca di Canicattì, ma è una banca di dimensioni mondiali. E, dunque, è pazzesco che intanto non avverta in tempo i suoi correntisti della novità e poi che, quando i correntisti ignari si presentano agli sportelli, non sia in grado di fornirli dei loro "carnet" di assegni. Impedisca loro, cioè, di disporre liberamente del proprio denaro sul quale – come ben si sa – lucra già in modo abnorme. Ma, forse, tutto discende dai recenti ricambi al vertice dell’istituto. Mandato via Profumo, non c’è più profumo di Unicredit. E nemmeno, evidentemente, di chi dovrebbe controllare il buon andamento dell’organizzazione, perfino la più semplice e la più scontata. La cui faccia e il cui "curriculum" professionale sarebbe davvero interessante conoscere. Anche per sapere se Unicredit sta trasformandosi da banca a bancarella.

Walter Siti e “Mondadori” in cima alle classifiche

"La casa editrice "Mondadori" – si è saputo – ha informato lo scrittore e saggista Walter Siti che certi passi del suo ultimo libro erano da considerarsi un po’ troppo "forti" nei confronti del Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi".

Come ha reagito lo scrittore e saggista Walter Siti? Si è appellato alla coerenza propria e al rispetto doveroso della casa editrice per l’altrui libertà di pensiero e di espressione? Ha tenuto fermo, insomma, che quello era il testo in cui credeva e quello doveva dunque restare? Niente affatto. "La "Mondadori" ed io – ha fatto sapere tranquillamente lui stesso – abbiamo trovato un accordo tra gentiluomini". Quale accordo? Questo: l’accordo tra il gentiluomo scrittore il quale ha cancellato il "forte" che aveva turbato il gentiluomo editore e il gentiluomo editore il quale, avendo ottenuto dal gentiluomo scrittore il testo adeguatamente emendato, ha sbloccato il pagamento dei compensi. Ancora una volta, dunque, Walter Siti e la "Mondadori" in cima alle classifiche. Questa volta, però, in cima a quelle della censura più odiosa e dell’opportunismo più clamoroso.

Stomaco peloso e stomaci vuoti

"Il Presidente dell’Ifad (International found for agricultural devolopment), Kanayo Felix Nwanze – ha denunciato l’ "Italian insider", un giornale in lingua inglese che si pubblica a Roma – grava sul bilancio dell’ente con 245 mila euro per il suo stipendio, 400 mila euro per l’affitto di una lussuosissima mega-villa nella zona più bella dell’Appia antica e 197 mila euro per la sua personale guardia del corpo"

Riassumendo: 215 mila euro per lo stipendio più 400 mila euro per la villa più 197 mila euro per la personale sicurezza uguale 812 mila euro in totale. Ma, "mangiandosi" questi 812 mila euro del bilancio dell’Ifad, quanti poveri – soprattutto bambini – mister Kanayo Felix Nwanze lascia senza mangiare e, dunque, morire di fame?

Le foto presenti su abitarearoma.it sono state in parte prese da Internet, e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che le rimuoverà.


Sostieni il nostro lavoro indipendente
Anche un piccolo contributo fa la differenza

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Scrivi un commento