V Giornata Nazionale dell’Afasia

150 mila afasici stimati in Italia, con 20 mila nuovi casi l’anno. Prende il via la prima ricerca epidemiologica condotta nel nostro Paese
Enzo Luciani - 19 Ottobre 2012

Sabato 20 ottobre 2012 si celebra la V Giornata Nazionale dell’Afasia, istituita da A.IT.A. Federazione (Associazioni Italiane Afasici), che dal 1994 opera per far conoscere l’afasia e per venire incontro alle persone afasiche e alle loro famiglie. La giornata si colloca all’interno delle numerose manifestazioni organizzate in vari Paesi europei sotto l’egida dell’AIA (Association Internationale Aphasie) che ha dichiarato l’ottobre 2012 l’Aphasia Awareness Month.

Organizzata con incontri pubblici, spettacoli e gazebo informativi in varie città italiane (su aitafederazione.it nella sezione “Associazioni regionali” sono elencati gli appuntamenti), la Giornata ha l’obiettivo di sensibilizzare le istituzioni e l’opinione pubblica sull’afasia, disabilità frequente ma ancora poco conosciuta che fa registrare nel nostro Paese 20mila nuovi casi ogni anno e di cui si stima soffrano nel complesso 150mila persone.
L’afasia non altera l’intelligenza né la capacità di provare sentimenti; compromette invece a vari livelli il normale uso del linguaggio rendendo così difficile, se non impossibile, fare una chiacchierata con un amico, scrivere una cartolina, leggere il giornale. Ne consegue che le persone afasiche siano vittime dell’isolamento dalla normale vita sociale e relazionale.

I disturbi del linguaggio sono causati da lesioni cerebrali come ictus, traumi cranici, tumori, encefaliti. La disabilità per afasia si manifesta nel 30% delle persone colpite da ictus, il quale rappresenta la principale causa d’invalidità e la terza causa di morte (dopo le malattie cardiovascolari e le neoplasie) con il 10-12% del totale dei decessi in un anno.

Dar Ciriola asporto

A fronte di tali numeri, A.IT.A. Federazione, in collaborazione con il Centro Ricerche Mario Negri Sud, ha avviato la prima ricerca epidemiologica condotta in Italia sull’afasia con l’obiettivo di dare la corretta visibilità – per ora quasi inesistente – a un problema che va riconosciuto come uno dei principali invasori del diritto di una persona a vivere una vita autonoma e dignitosa. Fino a oggi, infatti, la storia dell’afasia e della popolazione afasica è stata poco indagata, nonostante la sua complessità ed eterogeneità: le cifre indicate di 150mila persone afasiche e 20mila nuovi casi all’anno sono stimate solo in modo approssimativo.

Il progetto di ricerca, che si prevede terminerà a fine 2013, si propone di valutare la frequenza e la distribuzione del disturbo afasico post ictus in Italia, indagato in diverse aree geografiche individuate come rappresentative della realtà nazionale (ad ora i contatti attivati sono con la Puglia, l’Emilia, l’Umbria, la Sardegna e Milano), verificando quindi criteri diagnostici, storia della malattia, percorsi assistenziali e interventi riabilitativi.

“L’obiettivo finale della ricerca – racconta il dott. Vito Lepore, ricercatore capo del laboratorio di epidemiologia assistenziale del Mario Negri Sud e referente del progetto di ricerca – è di creare le condizioni per un costante monitoraggio del problema afasia a livello territoriale e avviare la realizzazione di una banca dati informatizzata tra i centri partecipanti al progetto che possa da un lato indirizzare i pazienti afasici verso percorsi di cura e riabilitazione appropriati e dall’altro essere una base per future ricerche”. 


Dicci cosa ne pensi per primo.

Commenti