Villa Bonelli, cede pilastro in istituto Sciascia

Evacuata struttura e piscina adiacente
Enzo Luciani - 19 Settembre 2012

Niente lezioni oggi 19 settembre per gli studenti dell’Istituto Sciascia a Villa Bonelli. La struttura è stata chiusa ieri 18 settembre per ragione di sicurezza a causa del cedimento di un pilastro. I Vigili del Fuoco, intervenuti sul posto, hanno accertato il danno strutturale. Per sicurezza l’istituto e la vicina piscina sono stati evacuati. Ora si è in attesa della verifica degli ingegneri della Commissione comunale del XII Dipartimento che valuterà l’entità del danno e la tempistica di rientro a scuola dei ragazzini della scuola materna ed elementare.

  “Per fortuna oggi si è solo sfiorata quella che poteva diventare una tragedia, ma bisogna subito mettersi a lavoro, affinché episodi del genere non si ripetano più”. Con queste parole il Presidente Nazionale dell’Unione per la difesa dei consumatori, Denis Nesci, commenta la vicenda che questo pomeriggio ha visto protagonisti i bambini di una scuola materna nella periferia romana, rimasti fortunatamente illesi a seguito del “cedimento grave” di un pilastro dell’istituto scolastico.

“È un disastro preannunciato – tuona il Presidente Nesci – proprio qualche giorno fa il rapporto condotto dal Ministero dell’Istruzione sulla situazione edilizia scolastica metteva in evidenza delle carenze strutturali e impianti non sempre a norma; questa è sicuramente una priorità ora, perché in ballo c’è la sicurezza dei nostri figli e nipoti”.

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È suonata da poco la campanella del nuovo anno scolastico e finora non si è fatto altro che riportare l’attenzione sul caro libri e le novità introdotte quest’anno, primo fra tutti l’informatizzazione delle aule, trascurando di fatto un elemento che sicuramente doveva destare maggiore preoccupazione: lo stato di conservazione degli istituti scolastici.

Sul fronte della sicurezza bisogna veramente partire da zero, soprattutto per ciò che riguarda la normativa antisismica, come d’altronde è stata confermato dallo stato in cui si trovano gli istituti in Emilia Romagna a seguito dell’ultimo terremoto (471 edifici sono stati dichiarati inagibili).

Non va di certo meglio sulle norme in materia di sicurezza antincendio, considerando che sono presenti nelle scuole solo estintori portatili e segnaletiche di sicurezza.

Insomma, il luogo che dovrebbe insegnare ed educare i ragazzi è forse diventato quello più pericoloso, e se non si investe per ammodernarlo e ristrutturarlo potrebbe diventare addirittura fatale.

L’U.Di.Con. invita il Ministero dell’Istruzione ad intervenire immediatamente, non solo facendo dei sopralluoghi sulle scuole, ma anche mettendo a disposizione i fondi stanziati, a partire dagli edifici che presentano deficit strutturali.

Parole rassicuranti arrivano dal presidente del Municipio. “L’edificio che accoglie il Plesso Sciascia, tra via Lupatelli e via Baffi, appare nel complesso privo di fessurazioni pericolose e abbastanza solido da non mostrare segni di danno imminente. Questo, in breve, è quanto mi è stato comunicato dalla Commissione Stabili Pericolanti del XII Dipartimento capitolino. Ovviamente, data l’imprevedibilità del cedimento del pilastro nella sala del Teatro, ci è stata chiesta una serie di analisi anche sugli altri, per verificarne ogni eventuale problema – dichiara il presidente del Municipio XV, Gianni Paris, ai numerosi genitori fuori dalla scuola durante il sopralluogo della Commissione capitolina – Il pilastro che si è un leggermente piegato mostrando i ferri, sarà ovviamente rinforzato e ripristinato.

Contiamo di effettuare le analisi richieste entro cinque, sette giorni. Se i risultati saranno considerati positivi dalla Commissione Stabili Pericolanti, il Municipio potrà riaprire la scuola – continua il Presidente che conclude dicendo – Gli esiti del sopralluogo della Commissione sono, quindi, abbastanza rassicuranti. Comunque con la Direttrice del Municipio, stiamo valutando delle soluzioni alternative per accogliere i bambini, nel breve o lungo termine se i riscontri delle analisi chiederanno interventi più lunghi e gravosi.”
 


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