Visita alla ‘misteriosa’ Basilica sotterranea di Porta Maggiore

Il 22 ottobre 2017 grazie all’associazione Ars Ludica
Olga Di Cagno - 23 Ottobre 2017

Nella mattinata del 22 ottobre 2017, dopo lungo aspettare, e grazie all’indomita volontà della presidente dell’associazione Ars Ludica, alcuni fortunati visitatori, prevalentemente della periferia est, hanno avuto la possibilità di visitare la Basilica Sotterranea di Porta Maggiore aperta al pubblico per pochi giorni l’anno.

Costruita, o per meglio dire, scavata, sotto il livello del piano stradale, circa alla metà del I secolo d.C. (il periodo di Caligola, Claudio e Nerone) la Basilica rappresenta ancora oggi, per studiosi ed appassionati, un mistero, un punto interrogativo, un dato mancante nella conoscenza della storia e dell’archeologia dell’Urbe.

Già la storia del monumento è l’inizio di una serie di domande alle quali, ancora, purtroppo, non siamo in grado di dare risposta: costruita, come si è detto, circa alla metà del I secolo d.C., fu pochi anni dopo obliterata (nascosta, chiusa, abbandonata), da quel momento in poi se ne sono perse le tracce, completamente.

Mai una menzione, mai un riferimento mai un ritrovamento che potesse far ipotizzare la sua presenza.

Il motivo e la funzione della costruzione sono anche loro oggetto di ricerche: un sepolcro di una famiglia patrizia che nelle vicinanze aveva dei possedimenti? Il luogo di raccolta e di culto di una setta esoterica? Tutte e due le ipotesi insieme?

Perché fu costruita? Chi la frequentava? Perché si decise di farne perdere le tracce?

Della basilica non se ne è saputo più nulla per circa venti secoli quando, improvvisamente nel 1917, un crollo della ferrovia soprastante ha aperto una voragine nel terreno che ha permesso di scoprire questo tesoro nascosto.

Per poterla vedere, o meglio per poter affacciarsi nell’atrio della basilica, è necessario scendere di circa sette metri al di sotto del moderno manto stradale di Via Prenestina, l’aria e il tasso di umidità sono notevolmente differenti da quelli che si respirano in superficie, ma la sensazione che si prova nello scendere i gradini di accesso al complesso antico è elettrizzante.

Purtroppo l’elettricità finisce subito quando si comprende che non si possa entrare completamente nella basilica perché i perenni ponteggi del cantiere di restauro ne impediscono l’accesso.

Un fungo, innocuo all’uomo, ma che proprio l’uomo ha portato all’interno della basilica quando sono iniziate le indagini archeologiche, stava letteralmente mangiando le decorazioni a stucco che ricoprono le pareti e i soffitti del monumento.

Per poter contenere i danni del fungo è stato necessario adottare tutta una serie di interventi tecnici che hanno consentito di “addormentare“, “mantenere in coma” il malefico fungo riducendo la temperatura e creando un micro clima simile a quello delle sale operatorie.

È stato necessario, quindi, prendere la decisione di contingentare le entrate dei visitatori per ridurre al minimo le contaminazioni. Inoltre sono stati predisposti dei periodi di completa chiusura della basilica per consentirei la costante reiterazione degli interventi di restauro.

Poter, finalmente, affacciarsi sulla soglia di questo monumento è stata comunque una vera emozione, ammirare gli stucchi e le decorazioni raffinatissime, godere della bellezza del candore del bianco avvolgente le pareti, immaginare un tempo lontano e subire il fascino del mistero sono state alcune delle sensazioni provate nella visita.

Purtroppo si è manifestata anche una certezza: la Basilica Sotterranea di Porta Maggiore è tutelata e conservata, ma – ahinoi – non valorizzata.

Un monumento unico al mondo, non ne esistono altri uguali, un luogo denso di mistero e di storia richiederebbe una maggiore divulgazione, perché se è vero che per conservarlo e tramandarlo è necessario ridurre al minimo la sua frequentazione, è pur vero che oggi l’utilizzo di tecnologie innovative, come la realtà aumentata, per esempio, potrebbe dare nuovo stimolo alla valorizzazione turistica.

Perché non iniziare da un luogo considerato ancora periferico come un monumento situato fuori il centro storico, fuori le Mura Aureliane per sperimentare nuove forme di visita turistica?

Forse perché l’acqua va dove c’è la pendenza? Certo che la pendenza politica e midiatica va verso il Colosseo più che verso Basilica Sotterranea di Porta Maggiore o verso l’Appia o verso la Prenestina antica.

 

Olga Di Cagno

 


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