100 Piazze per la Conoscenza

Sabato 7 novembre, a piazza Navona, giornata di sensibilizzazione sul lavoro di docenti, ricercatori, dirigenti e personale Ata
di Maria Giovanna Tarullo - 5 Novembre 2009

Sabato 7 novembre 2009 Piazza Navona si trasformerà in un aula scolastica a cielo aperto, grazie all’iniziativa promossa dalla Flc Cgil "100 Piazze per la Conoscenza".
La manifestazione, che si svolgerà a partire dalle 15.00, rientra nell’ambito del programma della seconda giornata nazionale della tutela individuale "Diritti in piazza".
Lo scopo della giornata è quello di sensibilizzare i cittadini italiani sul lavoro e l’impegno quotidiano di docenti, dirigenti, personale Ata e ricercatori; a cui troppo spesso non viene donato il rispetto che meritano. Poichè spesso il mondo del sapere viene visto, solo come il triste comparto dove si sta manifestando un operazione di riduzione a puri ripetitori di ciò che vuole il Governo, attraverso la drastica riduzione delle risorse e attraverso norme che cancellano il diritto universale dei cittadini all’accesso alla cultura, sancito dalla nostra Costituzione.
L’ appuntamento vanterà la partecipazione di personalità del mondo della cultura, tra cui il molto atteso intervento del fisico Giorgio Parisi e dell’astronauta Umberto Guidoni. Inoltre si alle lezioni verranno alternati momenti di divertimento con la presenza di personaggi del mondo dello spettacolo, quindi non mancherà spettacoli di intrattenimento musicale.
A piazza Navona sarà anche presente lo spazio "Fotografa il tuo pensiero": su una lavagna sarà possibile scrivere il proprio pensiero e lasciarsi fotografare. La foto potrà essere pubblicata su www.flcgil.it e sul calendario FLC Cgil 2010.
Il sindacato della Conoscenza ha spiegato riguardo l’evento: “Con questa iniziativa porteremo in piazza il nostro lavoro. Vorremmo far conoscere cosa fanno quotidianamente i ricercatori precari, gli insegnanti ‘fannulloni’, i ‘baroni’ universitari, i bidelli ‘che non fanno le pulizie’, gli studenti di una scuola alla quale stanno togliendo il futuro”.

 


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