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Alcune riflessioni sulla Prenestina bis

Per problemi seri necessitano serietà d'intenti, impegno reale e competenza: tutto tranne le chiacchere e le sceneggiate
Rubrica e-mail dei lettori - 24 Novembre 2011

Il progetto di ridisegnare la mobilità all’interno del quadrante est della città, se realizzato in sinergia con l’esistente e con il proposito di rendere l’opera funzionale alle necessità del territorio, comporta un impegno economico notevole e chiunque, sia dotato di un po’ di buon senso, ha, a suo tempo, previsto il blocco dei lavori della Prenestina bis, per mancanza di fondi, e l’esito di scavi, lasciati aperti, a deturpare il parco e a penalizzare quanti abitano a Tor Tre Teste.

Chi ha formulata l’ipotesi di realizzare l’intervento sulla mobilità del quadrante est della città ne ha sottovalutata la portata, per sospetta incompetenza.
Chi ha ereditato il compito di farla eseguire non ha mai avuto il proposito di realizzarlo a regola dell’arte, se l’ingegnere, incaricato della stesura, ha lasciato chiaramente intendere di vergognarsi del progetto da lui stesso redatto, nel pedissequo rispetto del volere del committente.

Questi riscontri, inequivocabili per i cittadini, mobilitati per impedire la costruzione della Prenestina bis a danno dei residenti, come loro, nel comprensorio di Tor Tre Teste, sono stati proposti anche all’attenzione dei politici di prossimità, in commissioni tenutesi presso la vecchia sede del VII municipio e, in precedenza (a. 2007), in udienza, in Campidoglio, con i consiglieri capitolini.

I cittadini interessati, se non avessero avuti stressanti impegni di lavoro, pressanti urgenze di famiglia, limiti di resistenza fisica e, in alcuni casi, età avanzata e precarietà di salute, avrebbero potuto continuare ad opporsi alla realizzazione della Prenestina bis, prima della creazione, nel territorio, delle imprescindibili infrastrutture.

Se costantemente mobilitati, avrebbero potuto chiedere la V.I.A., la verifica dell’impatto ambientale, nella concreta prospettiva di una paralisi permanente del traffico, all’interno del quadrante est della città, e nel motivato timore di rimanere prigionieri all’interno del quartiere di residenza, senza le infrastrutture, che si rendono indispensabili.
Con una decisa resistenza ad oltranza, i cittadini avrebbero potuto anche impedire agli operai del cantiere di iniziare i lavori di scavo, fino a quando non fossero state realizzate le necessarie infrastrutture (complanari, rampe di accesso al G.R.A e dal G.R.A, diversificata canalizzazione delle correnti di traffico provenienti dal G.R.A , arterie di sbocco per la zona industriale dell’Omo, valichi, sottopassi, rotatorie di confluenza, razionalizzazione dell’incrocio Prenestina/ Togliatti, attraversamenti messi in sicurezza).
L’aumento del costo della vita, la difficoltà ad organizzare il ménage familiare, la disoccupazione giovanile hanno costretto i cittadini ad abbandonare la mobilitazione, per tutelare Tor Tre Teste e chi vi abita dalla realizzazione di un dissennato intervento sul territorio.
L’attuale crisi economica, la mobilità, i licenziamenti non avranno, di certo, appassionato i cittadini residenti a Tor Tre Teste alle passeggiate nel parco per la Prenestina bis; alla temporanea comparsa in scena del comitato di quartiere, per la copertura dell’arteria in questione sotto le finestre degli iscritti; ai brindisi con il Sindaco di Roma; alla recente richiesta di spiegazioni ad Alemanno, per la propaganda permanente e di periodo, nell’approssimarsi delle tornate elettorali.

Per problemi seri necessitano serietà d’intenti, impegno reale e competenza: tutto tranne le chiacchere e le sceneggiate.

Nando Meloni


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