

Il lancio di una petizione il 6 e 7 ottobre. "La sicurezza non la fanno i cancelli chiusi"
Nota – Questo testo è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di Abitarearoma.it
Dal 1 ottobre giovedì il Parco di Villa Gordiani chiude alle ore 18. A nostro modo di vedere è un orario di chiusura fuori da ogni logica, senso comune e comporta la privazione dell’uso individuale e collettivo di uno spazio pubblico che in un quartiere popolare di una metropoli è un vero e proprio bene comune.
Chiariamo: la chiusura alle 18 è una follia, è uno schiaffo in faccia a tutte le persone del quartiere, specie quelle che lavorano, che vogliono usufruire liberamente del Parco anche nelle ore pomeridiane e serali. Ma è solo un peggioramento ulteriore della scelta, comunale e municipale, di chiudere dopo decenni il Parco nelle ore notturne.
È necessario infatti ricordare che la possibilità di usare e vivere il Parco a qualsiasi ora fu una conquista della mobilitazione popolare dei primi anni ’80 guidata da varie associazioni sportive, tra cui la Polisportiva Roma 6. Uno dei motivi principali di quella lotta? All’interno del Parco chiuso la notte si erano creati dei circuiti di micro-criminalità. L’apertura notturna servì proprio ad arginare il problema.
Questa è la prima contraddizione da evidenziare: è inaccettabile che un’amministrazione che si dice vicina ai bisogni degli abitanti voglia cancellare per decreto il risultato di una lotta popolare; decisione che peraltro è stata presa ormai mesi fa senza consultare direttamente la collettività.
La seconda contraddizione emerge dalla più rilevante giustificazione che è stata portata per accreditare agli occhi del quartiere la chiusura notturna: il problema della sicurezza.
Su questo tema devono valere due punti: prima di tutto, nel Parco di Villa Gordiani, almeno nella parte a Nord della Prenestina, non c’è mai stato, e ripetiamo mai stato, un problema sicurezza. L’unico avvenimento che i fautori della chiusura possono ricordare è l’aggressione sessuale del 5 marzo 2021, contro cui peraltro si mobilitarono in corteo più di mille persone insieme a noi.
Ma quell’aggressione da un lato avvenne alle 7:30, dunque in un orario che neanche oggi prevederebbe la chiusura, e dall’altro risponde al più grande problema della violenza sulle donne, che come tutti sanno avviene e può avvenire in tutti i luoghi, specie in casa.
Quindi rifiutiamo la strumentalizzazione di un caso di violenza di genere per imporre una decisione che non influisce in alcun modo proprio sulla violenza che subiscono le donne ogni giorno e in ogni dove.
In secondo luogo, è risaputo che nella parte di Parco a Sud della Prenestina si svolgono da anni attività illegali. A noi non appartiene, anzi rifiutiamo la logica del chiedere più polizia nelle strade, però ci teniamo a evidenziare che sono le stesse istituzioni ad avere l’obbligo di garantire la sicurezza dei cittadini.
Da anni tutti sanno ma le istituzioni non hanno mai agito per risolvere il problema e oggi risulta una presa in giro la chiusura del Parco perché c’è un problema sicurezza. Oltre a non compiere le proprie funzioni, è come voler nascondere la polvere sotto il tappeto.
Ma, cosa ancor più grave, la chiusura notturna del Parco non ha fatto che alimentare e aumentare le attività illegali e il degrado: perché un Parco chiuso ai cittadini, ma con riconosciuti “buchi” da cui entrare, diventa il “paese dei balocchi” per chiunque voglia svolgere attività illegali senza rotture.
A tutto questo noi opponiamo una richiesta molto semplice: illuminare tutto il Parco, specie la parte a Sud della Prenestina che è quasi completamente al buio. Installare un impianto di illuminazione efficiente è già un ottimo deterrente verso le attività illegali.
Cosa ci spinge in definitiva a mobilitarci contro la chiusura notturna del Parco? La volontà di dare una prospettiva alle tantissime persone e associazioni del quartiere che da questa decisione traggono solo disagi e privazioni.
Parliamo delle tante persone che fanno attività sportiva per conto proprio durante tutto l’anno, chi correndo chi utilizzando gli attrezzi o giocando a basket; delle tante associazioni sportive che si allenano nel Parco e che già con la chiusura alle 20 sono state costrette a spostarsi; delle tante persone che vogliono fare una passeggiata la sera, portare fuori il cane, contemplare i monumenti quando gli pare, e tra queste specialmente le persone che lavorano fino a tardo pomeriggio o sera; senza dimenticare che già durante l’estate, una delle estati più calde finora mai registrate, siamo stati privati dell’unico posto che potesse garantire un po’ di frescura la sera.
A tutte queste persone il messaggio che viene mandato dalla decisione dell’amministrazione è evidente: dovete lavorare o studiare e poi rinchiudervi in casa. Mentre la città viene trasformata a uso e consumo di fondi immobiliari e turisti, l’unico destino che viene garantito a noi che ci abitiamo è di produrre-consumare-crepare in casa.
Siamo in tanti e tante che dalla chiusura notturna del Parco ci perdiamo e basta. È nostro compito incontrarci e mobilitarci insieme per non accettare sommessamente l’ennesima scelta folle che ci viene imposta dall’alto.
Per questo, come Comitato di Lotta, Asd Villa Gordiani e AGIRE, stiamo lanciando una campagna di mobilitazione. Il primo passaggio è una raccolta firme per esigere dall’amministrazione municipale due cose: cancellazione totale della chiusura notturna del Parco; installazione di un serio impianto di illuminazione nel lato a Sud della Prenestina.
– martedì 6 ottobre dalle 17 alle 19 all’angolo tra via Prenestina e via Dignano d’Istria;
– mercoledi 7 ottobre dalle 17 alle 19 all’angolo tra viale Partenope e via Marcianise.
LA SICUREZZA NON LA FANNO I CANCELLI CHIUSI VOGLIAMO IL PARCO APERTO SEMPRE
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