Ama: vie più spazzate, più pulizia porta a porta e veicoli nuovi

Intervista a Marco Daniele Clarke, presidente dell’Azienda, che indica gli obiettivi del nuovo piano industriale
di Claudia Tifi - 1 Aprile 2009

Dal 3 dicembre 2008 Marco Daniele Clarke è il nuovo presidente dell’Ama, la società che si occupa dei rifiuti e dell’ambiente a Roma e provincia. Dal Comune ha ricevuto l’incarico di risanare un’azienda che aveva ben 650 milioni di euro di esposizioni bancarie e ben 37 milioni di interessi passivi. Gli abbiamo posto alcune domande per saperne di più sulle scelte che la nuova direzione vuole intraprendere nei prossimi anni.

Ci può presentare questa azienda che si occupa della gestione dei rifiuti e dell’ambiente, temi molto vicini alla sensibilità dei cittadini, a Roma e dintorni?

L’Ama è un’azienda enorme: copre un territorio vasto 1200 Km² e ha un bacino di utenza di oltre 3 milioni di utenti tra residenti e pendolari, Roma e i 120 comuni della provincia. Ogni anno si raccolgono circa un milione e ottocentomila tonnellate di rifiuti all’anno. Sul territorio ci sono circa 70.000 cassettoni da svuotare e oltre 1500 al giorno non si riescono a raggiungere a causa delle auto parcheggiate lì davanti.
Per un’analisi più dettagliata sarebbe utile differenziare zona a zona, anche perché quelle centrali vengono spazzate di più di quelle periferiche.
Oggi siamo di fronte a una sfida epocale: intervenire nell’ultima parte del ciclo dei rifiuti.

Ha ereditato un’azienda fortemente indebitata. Come pensa di affrontare la questione?

C’è una evidente criticità di bilancio che è data anche dalla mancata riscossione della Ta.Ri, la tariffa sui rifiuti, dai cittadini. Si tratta di oltre 496 milioni di euro.
Poche settimane fa è stato approvato il nuovo piano industriale in cui ci siamo posti degli obiettivi concreti con cui sarà possibile raggiungere l’equilibrio economico e conseguire il risanamento finanziario e patrimoniale dell’azienda. Vogliamo migliorare la qualità dei servizi di pulizia e di raccolta, incrementare la raccolta differenziata e consolidare la capacità impiantistica e infrastrutturale.

Ce ne può parlare più nel dettaglio?

Al Parco veicoli circa il 30% dei mezzi sono fermi, perché guasti. Rimpiazzeremo 680 veicoli obsoleti con 720 nuovi. All’ammodernamento del Parco macchine conseguirà quello tecnologico.
Aumenterà la frequenza di spazzatura, il numero dei cassonetti e dei ritiri. Quello delle isole ecologiche sarà triplicato, perchè le 6 esistenti sono del tutto insufficienti. Sarà intensificato anche il servizio di raccolta gratuita dei rifiuti ingombranti.
Il porta a porta sarà esteso ad altre zone e alle aziende di ristorazione. A bar e ristoranti sarà richiesto il porta a porta per il multi materiale e per l’umido. Sarà raddoppiato anche lo stabilimento di Maccarese che si occupa dell’umido.
Saranno incentivati gli accordi tra Ama e le associazioni imprenditoriali per favorire le pratiche di pagamento e la collaborazione tra Regione, Provincia e Comune. Sarà migliorata la comunicazione in campo ambientale per un corretto comportamento dei cittadini.

Si sa già quali quartieri avranno prima il porta a porta?

A Trastevere abbiamo già distribuito il kit e a Villaggio Olimpico abbiamo organizzato anche la festa “Addio al cassonetto” che speriamo venga percepita positivamente dai cittadini.
Nei prossimi mesi sarà estesa ai quartieri Aventino-San Saba, Testaccio, Cinecittà est, Vigna Pia e Olgiata, così circa 110 mila persone potranno usufruire del servizio. Nei prossimi anni, forse per il 2011, il porta a porta raggiungerà mezzo milione di cittadini.

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Daniele Clark presidente AmaUna nota dolente: l’Ama non si occupa dell’ultimo anello della catena, lo smaltimento dei rifiuti, ma paga cospicue somme di denaro a un privato. C’è una volontà di cambiare questa situazione?

Sì, è ferma intenzione di Ama e del Comune realizzare una discarica nuova in cui ci sia un corretto equilibrio tra pubblico e privato. Quella privata è ormai in via di saturazione; conferire là i rifiuti ha un costo annuo di 100 milioni di euro, una cifra che incide negativamente sul bilancio dell’azienda.


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