Arriva il finanziamento per Roma Capitale

Primo sì del Consiglio dei Ministri al ddl sul federalismo fiscale
di Alvaro Colombi - 16 Settembre 2008

Giovedì scorso, 11 settembre, il Consiglio dei Ministri ha approvato in via preliminare la bozza del disegno di legge sul federalismo fiscale. E proprio su questo terreno delicato il governo Berlusconi ritrova quell’unità che l’atteggiamento della Lega, con tanto di strizzatine d’occhio al Pd, aveva messo a repentaglio negli ultimi tempi.

La bozza, formata da 22 articoli, prevede “l’attribuzione di un proprio patrimonio a Comuni, Provincie, Città Metropolitane e Regioni ed il finanziamento di Roma Capitale”. I maggiori fondi da destinare a Roma servono per dare copertura ai suoi oneri derivanti dal ruolo di capitale della Repubblica. In particolare si assegnano al Comune di Roma, come precisa l’articolo 13, “specifiche quote aggiuntive di quote erariali” e anche “il trasferimento a titolo gratuito di beni appartenenti al patrimonio dello stato e non più funzionali alle esigenze dell’amministrazione centrale”.

Lo schema di legge prevede inoltre che alcuni tributi erariali, fino ad oggi a completo appannaggio dello Stato, contemplino una compartecipazione degli enti locali, la cui riconosciuta autonomia di entrata non farà quindi leva su nuove imposte. Come pure che il gap tra territori ad alta capacità fiscale e quelli a capacità più limitata, venga compensato dall’istituzione di un fondo perequativo a beneficio di questi ultimi.

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Per assicurare una corretta gestione dell’autonomia fiscale l’articolo 2 del ddl introduce l’importante principio della “premialità dei comportamenti virtuosi ed efficienti nell’esercizio della potestà tributaria, nella gestione finanziaria ed economica”. Previsti invece meccanismi sanzionatori nei riguardi di quegli enti che non rispettano gli equilibri economico-finanziari o che non garantiscono la necessaria efficacia nella prestazione dei servizi.

“La legge – è scritto nella bozza – rispetta i principi di solidarietà e di coesione sociale, in maniera da sostituire gradualmente, per tutti i livelli di governo, il criterio della spesa storica e da garantire la loro massima responsabilizzazione e l’effettiva trasparenza del controllo democratico nei confronti degli eletti”.

Il prossimo 18 settembre la bozza sarà discussa con i rappresentanti degli enti locali. La fase del confronto si concluderà, così almeno si spera negli ambienti governativi, entro il mese di settembre, allorché il Consiglio dei Ministri dovrà pronunciarsi per il sì definitivo.


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