BASF, il V Municipio cerca una soluzione per cittadini e lavoratori

Chiesto un tavolo di trattativa tra azienda, istituzioni e sindacati per studiare la delocalizzazione
di R. V. - 27 Marzo 2009

Nella mattina del 27 marzo, il Consiglio del Municipio Roma V, ha votato all’unanimità un ordine del giorno con la “richiesta di soluzione al problema ambientale legato alla presenza della BASF Italia srl”, classifficata come industria insalubre di prima classe.

Alla seduta del Consiglio municipale erano presenti l’assessore della Provincia di Roma Michele Civita, il consigliere regionale Claudio Bucci, il responsabile della Asl RmB Magrelli e l’assessore comunale all’Ambiente De Lillo.

“La Basf ha un’autorizzazione, prolungata obbligatoriamente fino all’autunno, per bruciare sostanze chimiche ad elevata tossicità – ha illustrato il consigliere Francesco Paolo Pantano, presidente della Commissione Assetto del territorio del V – Nel 2003, il Dipartimento epidemiologico RME ha riscontrato una mortalità per tumori superiore al 30% rispetto ad altre aree limitrofe dell’area urbana, prevalentemente linfomi tipici di zone adiacenti ad inceneritori. Successive indagini ambientali, condotte dalla Asl RmB, hanno evidenziato una concentrazione di diossina, il composto più tossico che esista, 10.000 volte più pericoloso del cianuro, da 5 a 20 volte superiore rispetto ad altri siti romani. Tutto ciò si accompagna a conseguenze non solo sull’atmosfera, ma, attraverso l’immissione delle acque reflue, sullo stato di salute dell’Aniene”.
“Ciò che chiediamo alle Istituzioni, a tutti i livelli – ha proseguito Pantano – è che diano il via ad un tavolo tecnico sulla questione, arrivando alla delocalizzazione dell’industria: come prevedeva il protocollo di intesa del 2006 con l’Engelhard, azienda poi rilevata dalla BASF, e che la nuova proprietà sembra ignorare. Questa necessità diventa oggi ancor più sentita, visto lo sviluppo urbanistico della zona e la presenza addirittura di un asilo nido a 300 metri dallo stabilimento”.

"L’ordine del giorno approvato dal Consiglio municipale – ha dichiarato il capogruppo del PD Roberto Chiappini – chiede la promozione di un tavolo di trattativa con l’azienda e le rappresentanze sindacali, insieme alle istituzioni comunali, provinciali e regionali al fine di trovare sostanzialmente una delocalizzazione della struttura industriale avendo al centro la salute degli abitanti di Case Rosse e Settecamini e il mantenimento dei livelli occupazionali. Tale delocalizzazione deve avvenire in località facilmente raggiungibili dalle maestranze. Le istituzioni presenti si sono rese disponibili in tempi brevissimi ad aprire un tavolo di trattativa mettendo a disposizioni, la Provincia e la Regione, un fondo per accompagnare la delocalizzazione."

“Necessità di tutelare la salute di ambiente e cittadini, all’insegna di uno sviluppo ecosostenibile – ha dichiarato il presidente della Commissione regionale Ambiente Claudio Bucci- sono i principi che devono guidare la politica sul territorio. Bisogna intervenire subito attraverso un crono-pragramma che veda la partecipazione di tutti gli organi istituzionali competenti ."
"La volontà – ha concluso Bucci – non è però quella di demonizzare. E’ nostro dovere contribuire ad uno sviluppo ecocompatibile, a tutela della salute dei cittadini. Per questo, in accordo con quanto emerso nella riunione consiliare odierna, proporrò una serie di audizioni congiunte tra la Commissione che presiedo, la Commissione Lavoro e la Commissione Sviluppo economico affinché, ascoltate tutte le parti in causa, si arrivi alla migliore delle soluzioni per questa importante e delicata vicenda”.

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