Categorie: Ambiente Politica
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Campidoglio e FS insieme per la “logistica ambientale”: rifiuti sui treni e stazioni rigenerate

L’accordo si inserisce nel mosaico delle strategie di transizione ecologica e innovazione logistica che il Comune di Roma sta cercando di costruire

Una sfida doppia, che parla di ambiente e rigenerazione urbana. Roma Capitale e Ferrovie dello Stato stanno per firmare un accordo che punta a rivoluzionare due fronti spesso trascurati ma cruciali per il futuro della città: la gestione dei rifiuti e il destino delle piccole stazioni ferroviarie.

L’intesa, ormai ai dettagli finali, nasce con un obiettivo chiaro: portare i rifiuti sui treni e alleggerire le strade della Capitale da migliaia di camion che ogni giorno trasportano tonnellate di immondizia verso gli impianti di trattamento.

In pratica, un primo passo verso una “logistica ambientale” più sostenibile, che guarda già al termovalorizzatore di Santa Palomba, il cuore del nuovo sistema di smaltimento voluto dal sindaco Roberto Gualtieri.

Dalla gomma al ferro: la svolta ecologica del Campidoglio

Il protocollo, della durata triennale e rinnovabile, prevede la creazione di un tavolo tecnico permanente tra Campidoglio e Ferrovie.

Al centro, lo studio di soluzioni logistiche per trasferire parte del trasporto dei rifiuti – oggi tutto su gomma – verso la rete ferroviaria, sfruttando i collegamenti già esistenti e riducendo traffico, costi ed emissioni.

A coordinare il lavoro, una cabina di regia con due figure di riferimento: Sabrina De Filippis per FS e Albino Ruberti, direttore generale del Comune di Roma.

Una squadra con il compito di tradurre la teoria in pratica, in una città dove ogni giorno si muovono oltre 5mila tonnellate di rifiuti e dove la mobilità legata alla raccolta resta una delle principali fonti di inquinamento e disservizio.

Le stazioni minori, da luoghi dimenticati a presidi di comunità

Ma l’accordo guarda anche oltre. Nelle sue pagine c’è spazio per un progetto che potrebbe restituire vita a molte stazioni minori della Capitale e dell’area metropolitana, oggi spesso dimenticate o abbandonate al degrado.

Si parla di “presidi sociali e territoriali”, ossia spazi ferroviari da rigenerare e rendere vivi, con funzioni di quartiere e collegamenti più efficienti. Il riferimento è chiaro: casi come la stazione FS di Salone, chiusa e degradata per mancanza di utenza, potrebbero tornare a essere luoghi di passaggio e servizio, anziché simboli di isolamento.

Una città che si muove verso il futuro

L’accordo si inserisce nel mosaico delle strategie di transizione ecologica e innovazione logistica che il Campidoglio sta cercando di costruire.

Dalla pulizia urbana ai trasporti, l’idea è quella di una Roma più moderna, che sfrutti la rete ferroviaria per decongestionare le strade e trasformi i suoi luoghi dimenticati in risorse.


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