Casilino 900, Casilino 700 e via Tineo, ovvero tre bombe da disinnescare

Ma finora gli artificieri del Comune latitano
di V. L. - 9 Settembre 2008

Nella seduta del 9 settembre del Consiglio del VII municipio sono state discusse alcune question time a risposta urgente.

Nella prima, presentata dalla consigliera Pd Cecilia Fannunza, si interrogavano il Presidente del Municipio e l’assessore competente sulla nota n. 42053 del 7 agosto, inviata dal Dipartimento V – Ufficio Nomadi alla Direzione dell’Acea e per conoscenza anche al VII municipio, in cui si chiede all’Azienda di provvedere alla realizzazione di un nuovo allaccio con istallazione di un contatore a servizio del campo nomadi Casilino 900 con utenza intestata al Dipartimento XII.

La consigliera Fannunza ricorda nell’interrogazione che per il recupero del sito archeologico su cui insiste l’insediamento abusivo nomade sono stati già stanziati 1.500.000 euro non ancora utilizzati. Inoltre annota anche che il sindaco Alemanno, in un incontro con il Prefetto e i cittadini del Municipio, ha manifestato il suo proposito di smantellare il campo nomadi. Quindi la decisione di provvedere alla realizzazione di un allaccio idrico e di una rete di distribuzione, asuo avviso, lascia presupporre un non smantellamento del campo, più volte promesso dalla precedente giunta Veltroni e da ultimo dal sindaco Alemanno.

Oltre a questo, in una seconda question time il consigliere PD Orlandi denuncia (analoga denuncia è stata presentata anche dal consigliere PDL Mercuri) come nel “canalone” dove in passato c’era il megainsediamento abusivo di Casilino 700, poi con estrema difficoltà smantellato, si sta riformando (con accesso da via dell’Aeroporto di Centocelle) un nuovo baraccamento. Quest’ultimo è formato da nomadi provenienti dal campo di Casilino 900, ed è simile a quello che si era sorto quattro mesi fa e che era poi stato smantellato. E’ costituito da una ventina di baracche con circa una cinquantina di persone, sistemate in una zona sprovvista di ogni servizio.

Alle question time ha dato una risposta l’assessore ai Servizi sociali Pino Pungitore il quale ha precisato che nel canalone dell’ex-Casilino 700 sono state censite 18 ricoveri con 47 persone di nazionalità rumena. Questo insediamento (su cui il gruppo Vigili del NAI ha compiuto un sopralluogo ) è noto al sindaco Alemanno il quale vi ha effettuato una ripresa per la trasmissione televisiva Porta a Porta.
Pungitore ha poi commentato che la costruzione di una rete idrica al Casilino 900, oltre che uno spreco di denaro pubblico, lascia supporre una volontà del Sindaco di non smantellare, come promesso, il campo nomadi. D’altra parte lo sgombero, in un primo momento previsto alla fine dell’anno scolastico 2007-2008, è stato rinviato alla fine del censimento dei nomadi prevista per la metà di ottobre 2008.
Il Municipio si adoprerà ha dichiarato l’assessore Pungitore perché gli impegni assunti vengano mantenuti.

Una prima domanda (o question, per dirla in inglese) del cronista: come è possibile costruire una rete idrica senza un imbocco in fogna, per di più in un’area sottoposta a vincolo archeologico? Una seconda domanda perché non si impedisce l’accesso ai nomadi da via dell’Aeroporto di Centocelle o quanto meno perché non si vigila l’accesso?

L’ultima question time, presentata dalla consigliera PD Michela De Biase, riguarda i segnali preoccupanti che provengono dal residence di via Tineo per famiglie sfrattate a Tor Tre Teste.

Attualmente su 137 alloggi, ricavati dalla trasformazione degli uffici in abitazioni, 55 risultano assegnati a famiglie quasi tutte – il commento è nostro – come si dice con linguaggio eufemistico “con grave disagio sociale” (una volta si diceva con presenza di pregiudicati). Le famiglie provengono da tutti i quartieri di Roma, meno che da quelli del VII municipio, che pure vanta numerose famiglie sfrattate e per le quali da tutte le forze politiche municipali erano stata richiesta una quota per la sistemazione di quelle più disagiate.

Sembra inoltre che la situazione non sia sotto controllo e circolano voci, mai smentite, di occupazioni abusive avvenute o in itinere.

L’assessore Pungitore nella sua risposta ha confermato l’esistenza di tali voci, ha ricordato anche la trattativa avviata per ottenere una quota di alloggi per le famiglie sfrattate del VII, ma ha concluso che purtroppo finora non si sono ottenuti risultati. Ha infine auspicato un intervento in proposito del Comune di Roma.


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