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Castel di Guido: progetto Acea per il più grande parco fotovoltaico d’Italia

Il progetto Acea nel XVIII prevede un costo di 130 milioni di euro per una potenza erogata di 25MW

1- Chiesa del Borgo. 2- Il Borgo. 3- Lo spaccio comunale. 4- Villa Romana delle Colonnacce. Foto di Franco Leggeri

Un grande parco fotovoltaico a Castel di Guido. Il progetto ACEA prevede un costo di 130 milioni di euro per una potenza erogata di 25MW. Il Presidente dell’ACEA, Ing. Giancarlo Cremonesi, ha illustrato le varie soluzioni per la copertura finanziaria dell’opera, la quale potrebbe essere finanziata interamente dall’Azienda, oppure con un investimento pubblico tramite la Cassa Depositi e Prestiti. Il Presidente ha chiarito che, comunque, l’ACEA ha risorse per finanziare l’intero progetto il quale potrebbe essere realizzato entro il 2010. Con l’impianto fotovoltaico, a regime, si coprirebbe il 20% del fabbisogno dell’illuminazione pubblica della Capitale.

Tra le aree individuate per la realizzazione della Centrale Fotovoltaica vi è l’Azienda Agricola Comunale di Castel di Guido, ma non si esclude l’utilizzazione di altre proprietà pubbliche site nella Regione e nel Comune di Roma, come ad esempio la Tenuta del Cavaliere a Lunghezza..

Si registrano già le prime di reazioni perplessità da parte delle Associazioni Ambientaliste sia per questo progetto ACEA, sia per la costruzione del Parco a tema annunciato dal Vice Sindaco di Roma Senatore Cutrufo. Alcuni ambientalisti fanno notare che per la costruzione di impianti fotovoltaici si potrebbero utilizzare zone degradate come le cave dimesse o colline non ricoperte di vegetazione,senza intaccare il patrimonio verde esistente. Le Associazioni ricordano che a Castel di Guido vi è l’Oasi Lipu con una superficie di 181 ettari, mentre nell’Azienda Agricola Comunale 100 ettari sono coltivati a frumento ( grano, orzo ecc.), 300 ettari a foraggiera, 40 ettari a oliveto inoltre vengono allevate vacche di razza Frisone per la produzione del latte e di formaggio. L’Azienda vanta il più grande allevamento di vacche maremmane del Lazio, circa 500 capi, per la produzione di carne, questi prodotti vengono venduti ai Cittadini nello spaccio comunale “Castel di Bio”. Gli Archeologi ricordano che Castel di Guido è uno dei siti Archeologici più ricchi e suggestivi a nord di Roma con le Ville Romane delle Colonnacce e di Olivella, dove sono ancora in corso i lavori di scavo da parte delle Università di Roma e di Foggia.

Che fine farà quest’Azienda di 2000 ettari che per centinaia di anni ha rifornito l’Ospedale Santo Spirito sino a quando, nel 1980, la gestione fu affidata al Comune di Roma? Ormai Guido, Duca di Spoleto, non può più capitanare e condurre alla vittoria, contro i Saraceni, ” le milizie di campagna” come le definì lo storico Prudenzio da Troyes.

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