

250 persone dovrebbero rinunciare ad un servizio di supporto fondamentale per loro e le loro famiglie ed optare per una struttura privata
Dove finiranno gli anziani ospitati nelle strutture residenziali del Comune di Roma? Questa la domanda che da qualche giorno è iniziata a circolare, dopo la diffusione della presunta notizia della volontà del Comune di Roma di chiudere quattro dei cinque ricoveri per anziani gestiti dalla sua amministrazione.
L’indiscrezione ha subito fornito lo spunto ad una interrogazione urgente da parte di Daniele Ozzimo, Vicepresidente della Commissione Politiche Sociali del Comune di Roma, al Sindaco Alemanno ed all’assessore competente per avere una comferma sulla veridicità della notizia e comprendere la reale posizione dell’amministrazione in merito.
Attualmente nella lista delle strutture a rischio sono presenti:
– Roma 2 "Italia Talenti", appartenente al IV municipio, che ospita circa 80 anziani ed inoltre svolge anche un servizio diurno per malati di alzheimer dedicato ai cittadini del territorio.
– Residenza "Parco di Veio", appartenente al XX municipio, che ospita circa 60 anziani e si trova in fase di completamento di una parte dello stabile decisa in accordo con la Asl Roma E. Il nuovo stabile dovrebbe avere la funzione di accogliere le persone non autosufficienti della città di Roma. La porzione dello stabile è stata data in uso gratuito alla Asl per 30 anni, proprio per realizzare questa struttura di cui il territorio ha necessità.
– Struttura Bruno Buozzi, appartenete al VIII municipio, una piccola comunità di 15 anziani in cui all’interno è presente un centro diurno alzheimer aperto al territorio ed altri servizi.
– Casa Vittoria, struttura di II accoglienza del Municipio XV, casa di riposo per indigenti e poveri che accoglie oltre 25 anziani e presta servizio di centro diurno alzheimer aperto al territorio della Asl Roma D. Inoltre la struttua ospita un asilo nido del territorio ed uno spazio teatro. La struttura è di proprietà comunale in quanto deriva dai beni trasferiti dall’ex onpi.
Complessivamente con la chiusura di queste residenze comunali circa 250 persone si ritroverebbero a dover rinunciare ad un servizio di supporto fondamentale per loro e le loro famiglie e consegunetemente dover optare per una struttura privata.
"L’indiscrezione sempre più accreditata mi ha spinto a presentare subito una interrogazione urgente al Sindaco e all’Assessore competente – dichiara Daniele Ozzimo – nella speranza che l’amministrazione retroceda subito da questa volontà che avrebbe inevitabili ripercussioni negative sui cittadini fruitori delle strutture".
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