“E se ci incatenassimo agli alberi di via Meuccio Ruini?”

All’estrema decisione si sono dichiarati pronti impiegati, tecnici e maestranze delle ditte appaltatrici dei lavori di due autorimesse del Pup
di Federico Carabetta - 27 Novembre 2009

Un drammatico e silenzioso cordone di uomini, incatenati, che cingono, reclamandoli, i loro agognati posti di lavoro. Questa è la drammatica scena che tra qualche giorno potrebbe presentarsi, non in televisione, ma dal vivo in piazza Camillo Corsanego e via Meuccio Ruini agli esterrefatti abitanti di Colli Aniene.

All’estrema decisione di mostrarsi in catene si sono dichiarati pronti perché costretti, gli impiegati, i tecnici e le maestranze della società e delle ditte appaltatrici dei lavori per la costruzione delle due autorimesse del Piano Urbano Parcheggi che si dovrebbero realizzare proprio nel sottosuolo di via Corsanego e di via Ruini.

Si tratta di un disperato tentativo a cui sarebbe in procinto di ricorrere un consistente numero di lavoratori per difendere il  posto di lavoro e continuare a portare a casa con dignità il loro pane quotidiano.

Perché sono più che consapevoli che se non si riprende a lavorare a via Corsanego e non si inizia a via Meuccio Ruini, niente più stipendi e …tutti a casa!

Ora è il caso di evidenziare che se la storia relativa alla costruzione di parcheggi interrati è sempre molto sofferta (anche se è poi finita con ampia soddisfazione di tutti), quella relativa agli ultimi, quelli di Colli Aniene, ha realmente dell’incredibile.

Cominciamo con via C. Corsanego: la Green Box Architecture inizia i lavori nel mese di ottobre 2008; due mesi dopo, a novembre, la stessa società è costretta a chiudere forzatamente il cantiere perché diffidata dal legittimo proprietario.

Incredibile: il Comune di Roma ha consegnato l’area destinata ai lavori, pur non avendone diritto perché non formalmente proprietario. Storia vecchia di “atti d’obbligo” non rispettati, di aree verdi da cedere gratuitamente al Comune di Roma da parte dei vecchi costruttori di Colli Aniene e non cedute da questi e che il Comune mai ne ha reclamato la cessione.

Passando poi al costruendo parcheggio di via Meuccio Ruini, qui uno sparuto comitato di cittadini contrari alla costruzione dei box interrati, rifiuta ostinatamente di prendere atto di tutte le garanzie di controllo sul progetto e sulle esecuzioni dei lavori che il Comune di Roma ha messo in atto.

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E intanto i lavori sono fermi, su tutti i fronti, e le imprese navigano in mezzo a mille difficoltà e bisogna dirlo, continuano a pagare regolarmente gli stipendi alle maestranze nell’attesa di riprendere i lavori.

Anche qui, per via Ruini, i permessi ci sono tutti e gli operai aspettano di lavorare. Per quanto tempo ancora? Poco! Se le cose non si sbloccano anche loro, come quelli di via Corsanego fra non molto dovranno restare a casa.

Allora? Allora tutti incatenati a protestare!

Tutto ciò avviene in un momento storico in cui non si fa altro che parlare di tutela dell’occupazione, di misure per la ripresa, mentre prevale l’opportunismo politico ed anche personale di chi si oppone a danno, o per dirla più crudamente, sulla pelle di un centinaio di lavoratori e relative famiglie.


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