

Il dato che più pesa sulla performance della Capitale resta l’elevato tasso di motorizzazione: 68 auto ogni 100 abitanti, dieci in più rispetto alla media europea
La capitale resta ferma, gli altri arrancano. È il quadro che emerge dalla 32ª edizione di Ecosistema Urbano, il rapporto annuale curato da Legambiente e AmbienteItalia sulle performance ambientali dei capoluoghi italiani, presentato questa mattina in Campidoglio.
Roma mantiene la stessa posizione dello scorso anno – 65ª su 105 città monitorate – confermandosi la prima del Lazio ma con ampi margini di miglioramento. Frosinone scivola al 96° posto, ultima nella regione e tra le peggiori in Italia, mentre Latina, pur guadagnando tre posizioni, resta 93ª.
«I capoluoghi del Lazio restano tutti nella parte bassa della classifica – commenta Roberto Scacchi, presidente di Legambiente Lazio –. Roma migliora su raccolta differenziata e dispersione idrica, ma serve un’accelerazione forte su mobilità sostenibile, energie rinnovabili e riduzione del traffico privato. Per gli altri capoluoghi, invece, è necessario un vero cambio di passo su tutti i fronti ambientali».
Il dato che più pesa sulla performance della Capitale resta l’elevato tasso di motorizzazione: 68 auto ogni 100 abitanti, dieci in più rispetto alla media europea.
Un numero che conferma la cronica dipendenza dei romani dall’automobile, nonostante i progressi del trasporto pubblico (277 viaggi/abitante/anno) e l’estensione delle Ztl, ormai a quota 150 mq ogni 100 abitanti, la più ampia in Italia.
Sul fronte della qualità dell’aria, Roma registra il peggior dato regionale per il biossido di azoto (27 μg/mc) e un numero preoccupante di giornate oltre i limiti di ozono (29 giorni).
Meglio per il particolato fine (Pm10 e Pm2.5), con valori in linea con la media nazionale ma ancora lontani dai parametri europei.
Un piccolo segnale positivo arriva dalla raccolta differenziata, che raggiunge il 46,5%, in crescita rispetto al 2024 ma ancora sotto la soglia del 50%.
Se Roma fatica, Frosinone e Latina arrancano. Nel capoluogo ciociaro la situazione rimane critica per le polveri sottili, con una media annua di 27 μg/mc di PM10 e un tasso di motorizzazione tra i peggiori in Italia (83 auto ogni 100 abitanti).
Latina, invece, si distingue in negativo per la dispersione idrica: il 68,1% dell’acqua immessa nella rete si perde prima di arrivare ai rubinetti, la terza peggiore percentuale d’Italia.
Rieti risale al 70° posto, con buone performance sulla qualità dell’aria e sul verde urbano, mentre Viterbo resta nel gruppo di coda (83° posto), penalizzata da una rete di trasporti pubblici limitata e da scarsa efficienza energetica.
Legambiente sottolinea l’urgenza di una “scossa verde” per le città laziali, a partire da Roma, dove la transizione ecologica resta bloccata da cantieri infiniti e ritardi strutturali.
«Servono interventi concreti su mobilità sostenibile, raccolta rifiuti, depavimentazione e sviluppo delle rinnovabili – conclude Scacchi –. Senza una strategia urbana condivisa, continueremo a muoverci a due velocità: tra una Capitale che non decolla e province che restano al palo».
Roma: 65ª (stabile)
Rieti: 70ª (+13)
Viterbo: 83ª (+4)
Latina: 93ª (+3)
Frosinone: 96ª (-3)
Le foto presenti su abitarearoma.it sono state in parte prese da Internet, e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che le rimuoverà.