Esquilino, dopo l’incendio di Spin Time il piano del Campidoglio per l’emergenza sociale

L'assessora alle Politiche Sociali del Campidoglio illustra le misure messe in campo per sostenere le circa 400 persone sfollate dall'immobile dell'Esquilino dopo il rogo

Oltre quattrocento persone costrette a trascorrere le notti sul marciapiede, tra caldo soffocante e incertezza sul futuro. È lo scenario che si è creato davanti all’edificio di Spin Time, nel quartiere Esquilino, dopo l’incendio e il successivo sequestro della struttura.

Per affrontare l’emergenza, Roma Capitale ha attivato un piano straordinario di assistenza, potenziando i servizi sociali e di protezione civile con l’obiettivo di garantire supporto continuo alle persone rimaste senza un riparo.

A fare il punto sugli interventi messi in campo è l’assessora capitolina alle Politiche Sociali e alla Salute, Barbara Funari, che sottolinea come il dispositivo comunale sia entrato in funzione fin dalle prime ore successive all’emergenza.

“Sin da giovedì scorso spiega l’assessora il Dipartimento Politiche Sociali e Salute e quello della Protezione Civile di Roma Capitale operano senza interruzioni per assicurare un’assistenza immediata a tutte le persone costrette a lasciare Spin Time. Abbiamo rafforzato la presenza sul posto con personale e mezzi straordinari per garantire il soddisfacimento dei bisogni essenziali e il supporto igienico-sanitario.”

Una macchina organizzativa per affrontare l’emergenza

Per far fronte all’ondata di caldo e alle difficili condizioni in cui si trovano famiglie, bambini e persone fragili, il Campidoglio ha predisposto un articolato sistema di assistenza.

Sul campo sono impegnati circa 200 operatori, distribuiti nei turni della Sala Operativa Sociale e della Protezione Civile capitolina. A questi si aggiungono 18 unità mobili, tre delle quali dedicate esclusivamente all’assistenza sanitaria e al monitoraggio delle condizioni di salute delle persone presenti nell’area.

Per offrire riparo dal sole sono stati installati 20 gazebo e predisposte 200 brandine. Il piano prevede inoltre otto raffrescatori industriali in funzione in modo continuativo, alimentati grazie al supporto di un’autobotte messa a disposizione da ACEA per garantire il necessario approvvigionamento idrico.

Sul fronte dei servizi essenziali, sono stati collocati 12 bagni chimici, è presente un’ambulanza infermieristica operativa in maniera permanente e, dall’inizio dell’emergenza, sono stati distribuiti oltre 2.000 pasti.

Docce e trasporti verso i presidi sociali

L’intervento predisposto dal Comune si estende anche oltre l’area di via Santa Croce in Gerusalemme. I gazebo della Sala Operativa Sociale rappresentano infatti il punto di riferimento per orientare le persone verso i servizi disponibili sul territorio.

Tra le iniziative attivate c’è anche un servizio di accompagnamento ai centri sociali comunali dove è possibile utilizzare le docce. I trasferimenti vengono effettuati con mezzi dedicati verso le strutture di San Lorenzo, via Marsala e via Sapri, così da consentire anche alle persone con maggiori difficoltà di accedere ai servizi igienici.

Nel ringraziare gli operatori comunali, la Protezione Civile e i numerosi volontari impegnati senza sosta in questi giorni, Barbara Funari ribadisce che l’attività dell’amministrazione proseguirà fino al superamento della fase più critica.

L’obiettivo, secondo l’assessora, è garantire risposte concrete nell’immediato e individuare soluzioni capaci di tutelare i diritti e la dignità di tutte le persone coinvolte dall’emergenza.

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