

Incendio spento dai Vigili del Fuoco nel palazzo occupato dal 2013: immobile chiuso per le verifiche di agibilità
Momenti di apprensione e paura nel cuore del rione Esquilino per un rogo divampato nella tarda serata di ieri, mercoledì 29 luglio, all’interno del palazzone di dieci piani in via di Santa Croce in Gerusalemme 55.
L’edificio è la sede storica dello Spin Time Lab, l’immobile occupato dall’ottobre del 2013 e trasformato negli anni in un laboratorio di rigenerazione urbana, con abitazioni, un’osteria e diverse attività a sfondo sociale.
L’allarme è scattato intorno alle 22:30, quando una colonna di fumo ha iniziato a levarsi dalla struttura.
L’intervento tempestivo delle forze dell’ordine e dei soccorsi ha evitato il peggio: l’intero palazzo è stato evacuato dalle forze dell’ordine ed è stata disposta la chiusura dello stabile in attesa dei rilievi tecnici che dovranno accertarne le condizioni di agibilità e la sicurezza statica.
La macchina dei soccorsi si è attivata nell’immediato per evacuare le centinaia di persone presenti all’interno del complesso ed evitare conseguenze drammatiche:
Vigili del Fuoco e Polizia: I pompieri sono riusciti a domare rapidamente il principio d’incendio, limitando i danni alla struttura, mentre gli agenti della Polizia di Stato hanno garantito il cordone di sicurezza;
Protezione Civile e supporto sanitario: Attivati i mezzi della Protezione Civile per l’assistenza agli sfollati, fornendo primo soccorso e supporto socio-sanitario a chi necessitava di cure o verifiche mediche;
Sigilli alla struttura: L’immobile rimarrà interdettato per l’intera durata delle perizie sui locali interessati dal rogo.
L’episodio ha fatto subito riesplodere la polemica politica sulle occupazioni abitative della Capitale.
Ad scagliarsi con decisione contro la gestione della struttura e la tolleranza verso le occupazioni è il deputato e presidente della Federazione romana di Fratelli d’Italia, Marco Perissa:
«L’incendio divampato questa notte all’interno dello Spin Time dimostra, ancora una volta, ciò che denunciamo da anni: le occupazioni abusive non sono un modello di solidarietà, ma un concentrato di illegalità e di pericoli. Quando un immobile viene trasformato abusivamente in abitazioni, si vive spesso senza impianti certificati, con allacci elettrici improvvisati, reti obsolete e ricorso a bombole di gas. Una miscela esplosiva che può trasformare l’edificio in una trappola mortale.
È un puro caso se oggi non stiamo raccontando una strage. Per anni la sinistra ha preferito chiudere gli occhi facendo passare l’illegalità per inclusione sociale. Serve un cambio di passo definitivo: le occupazioni abusivamente abitate devono essere sgomberate senza esitazioni, sia per restituire i beni ai legittimi proprietari sia per tutelare l’incolumità pubblica.» Marco Perissa, Deputato e Presidente della Federazione Romana di Fratelli d’Italia.
Mentre gli inquirenti e i tecnici dei Vigili del Fuoco lavorano per individuare l’esatta matrice che ha innescato il rogo.
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Potrebbe essere l’occasione per affrontare finalmente la vicenda Spin Time che oltre alle utenze a carico nostro costa alla collettività 21 mln di risarcimento più 200 ogni mese in più alla proprietà che non vuole vendere al Comune (siamo in un Paese liberale) dando casa ERP agli aventi diritto fra i 400 occupanti (non solo famiglie e fragili ma anche single senza problemi particolari) e sgomberando le attività senza chiarezza, permessi, licenze, tasse e tutto ciò che gli altri devono rispettare; anche volendo considerarle attività culturali interessano solo una parte della popolazione romana, piccola rispetto ai costi ingenti per tutti noi. È soprattutto un serbatoio di voti per il PD con l’appoggio interessato dei “compagni” ex duri e puri. Subito dopo però aspettiamo lo sgombero di Casa Pound, per par condicio.