Gestione sostenibile dei rifiuti e dell’acqua: raggiunto un accordo tra Acea ed Enea

M. R. - 25 Luglio 2019

Un accordo storico quello siglato dall’Amministratore Delegato di Acea, Stefano Donnarumma, e il Presidente dell’Enea (Agenzia Nazionale per le Nuove Tecnologie, l’Energia e lo Sviluppo Economico Sostenibile), Federico Testa.

SI tratta di patto finalizzato a sfruttare le competenze tecnologiche di Enea, per applicarle al trattamento dei rifiuti e del riciclo delle acque.

D’altronde era già previsto, nel Piano di Sviluppo Acea, di muoversi verso strategie di economia circolare, per ridurre la realizzazione di nuovi impianti e il conseguente impatto ambientale.

Un piano destinato alla valorizzazione del compost ottenuto dall’umido, ma anche all’uso di biotecnologie per le filiere e i distretti agro-alimentari già attivi. Inoltre, è già prevista la realizzazione di alcune smart-service sperimentali, come i sistemi di compostaggio delocalizzato.

Un’impresa innovativa che lo stesso Federico Testa di Enea, considera (cit.) “la maggiore multiutility del centro sud Italia, per lo sviluppo di progetti nel settore dell’economia circolare, che apre prospettive di grande interesse a livello strategico e operativo, con ricadute di rilievo per il territorio”.

Chi sono i due partner dell’accordo

D’altronde i partner sono davvero due entità strategiche decisive, visto che Acea, seconda Azienda energetica nazionale dopo Enel, svolge il compito di gestire e sviluppare reti e servizi nei tre settori chiave di acqua, energia e ambiente.

Un’azienda multiservizi che raccoglie all’interno del suo cuore operativo, costituito in Gruppo d’Imprese, il servizio idrico integrato del territorio che copre Lazio, Toscana, Umbria e Campania, la produzione e la distribuzione di energia elettrica, pubblica e privata, la vendita di risorse energetiche del tipo elettrico e gas, e la gestione dei rifiuti.

Un’azienda che, a fronte dei nuovi investimenti nel campo dell’energia, anche per il settore privato, oggi propone delle offerte per l’energia elettrica nella sezione dedicata del sito web, che consentono di pagare i consumi con le stesse tariffe del distributore, previo contributo fisso mensile.

Per quel che riguarda Enea, invece, si tratta di un Ente Pubblico di Ricerca, sotto l’egida del Ministero dello Sviluppo, nel settore dell’Energia, Ambiente e Tecnologie. Il suo progetto recente di maggior peso è Archimede, dedicato alla ricerca di produzione di energia tramite la luce concentrata del sole.

Verso un’economia circolare

L’economia circolare è un modello di sviluppo economico basato sull’eliminazione degli sprechi e il riutilizzo dei materiali per cicli produttivi successivi, nella stessa area o in settori differenti.

L’ideale sarebbe riuscire ad ottenere un sistema produttivo in grado di auto rigenerarsi, ma già ridurre la montagna di rifiuti, trasformandola in energia, non è un risultato da poco, soprattutto in Italia.

L’idea di economia circolare considera due flussi di materiali di natura diversa, e cioè quelli definiti “biologici”, perché possono essere reintegrati nell’unicum della biosfera, tornando di conseguenza fruibili senza diventare pattume, e quelli “tecnici”, che possono essere rivalorizzati senza essere reinseriti nel ciclo biologico.

Oggi la ricerca, anche in Italia, sta spingendo moltissimo verso le tecnologie in grado di separare i vari elementi, secondo la natura e le possibilità di riutilizzo di ciascuno, in modo da poterli reinserire nel ciclo produttivo.

E se si pensa a quante discariche a rischio collasso esistono in Italia, e al costo immane sostenuto dal Pubblico per il trasferimento dei rifiuti all’estero, si comprende immediatamente quanti benefici trarrebbe l’Italia, e in particolare la Capitale dove è in corso una vera e propria emergenza rifiuti, dallo sviluppo di un sistema di questo tipo.

m. r.


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