Emergenza Rifiuti – La Procura apre un’inchiesta per violazione delle norme in materia ambientale

Antonio Barcella  - 10 Luglio 2019

In questi giorni abbiamo assistito ad una serie di notizie informative e disinformative sulla emergenza rifiuti nella Capitale con il classico rimpallo di responsabilità. È arrivato il momento di fare chiarezza perché in questa materia è intervenuta oggi anche la Procura di Roma che, sotto la spinta di diversi esposti al Tribunale di Roma presentati da privati cittadini e associazioni, ha aperto un fascicolo contro ignoti, coordinato dal procuratore aggiunto Nunzia D’Elia. Il reato ipotizzato riguarda la violazione dell’articolo 256 sull’attività di gestione non autorizzata dei rifiuti come contenuto nel decreto legislativo numero 152 del 2006.

Mentre la Procura indaga, si sta trattando a livello istituzionale per mettere fine alla emergenza rifiuti, che non vuole dire che si stanno cercando soluzioni definitive ma solo di trovare il modo di uscire il prima possibile dal caos rifiuti nelle strade e nei depositi condominiali. Per noi è arrivato il momento di chiarire le competenze in termini di legge dopo l’acceso dibattito di questi giorni.

Partiamo dal Campidoglio: la gestione dei rifiuti urbani spetta ai comuni pertanto è compito del primo cittadino stabilire le misure per assicurare la tutela igienico-sanitaria del proprio territorio e determinare la raccolta, lo stoccaggio e lo smaltimento dei rifiuti prodotti dalla città. A Roma questo servizio è espletato dall’AMA spa che ha un solo azionista che è il Comune di Roma e che si fa forza di un regolamento urbano che, a mio parere personale, ha molti paragrafi che sembrano scritti apposta per lei e non per tutelare i cittadini.

La Città Metropolitana, ossia l’ex Provincia di Roma, guidata dalla sindaca di Roma ha l’importante compito di indicare le “aree bianche” dove potenzialmente si possono creare le discariche ossia zone idonee alla localizzazione degli impianti di smaltimento dei rifiuti.

La Regione Lazio ha il ruolo di pianificazione (art. 199 del testo unico sull’ambiente) di cui vi forniamo un piccolo estratto:
1. Le regioni, sentite le province, i comuni e, per quanto riguarda i rifiuti urbani … predispongono e adottano piani regionali di gestione dei rifiuti.
2. I piani di gestione dei rifiuti di cui al comma 1 comprendono l’analisi della gestione dei rifiuti esistente nell’ambito geografico interessato, le misure da adottare per migliorare l’efficacia ambientale
La Regione Lazio ha il suo piano di rifiuti approvato nel 2012 ed è attualmente in proroga perché la sua durata è di sei anni ma ancora in vigore finchè non ne verrà approvato uno nuovo.

Per concludere ci sono competenze a carico di tutti gli organismi e Roma soffre sulle divergenze politiche e le divisioni istituzionali. I cittadini sono stanchi di tutto questo e pretendono che Roma torni ad essere la più bella città del mondo e, non dimentichiamolo mai, la capitale di questo Stato. Possiamo sopportare qualche buca sulle strade ma non tolleriamo che questa città diventi una putrida pattumiera, quindi invitiamo tutti a fare la loro parte e a rispettare gli impegni presi con i cittadini.

 

Antonio Barcella 


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