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Due chiese nella periferia di Roma

La Chiesa delle Tre Vele realizzata nel Quartiere Tor Tre Teste e la Chiesa dello Spirito Santo nel Quartiere Laurentino

Ho scelto due chiese di quartieri periferici diversi tra loro per posizione all’interno della città di Roma, per realizzazione urbanistica e per conformazione economico sociale. Tor Tre Teste è Zona Est di Roma mentre la Laurentina è Zona Sud di Roma.

Tor Tre Teste porta i romani verso la collina / montagna, mentre la Laurentina porta i romani al mare. Due realtà come ho detto diverse dove la Chiesa ha avuto e svolge un ruolo capillare di centro e forza di aggregazione tra le diverse realtà sociali, soprattutto sul piano culturale.

La Chiesa delle Tre Vele a Tor Tre Teste

La Chiesa delle Tre Vele realizzata nel Quartiere Tor Tre Teste, zona periferica del Municipio V, è la Chiesa con cui la Diocesi di Roma è entrata nel 21° secolo. È una Chiesa molto bella, essenziale, non ci sono all’interno immagini di santi o quant’altro.

C’è una Croce. Ed è, sopratutto, bianca. Si entra nella Chiesa da tre entrate parallele e complementari e la Chiesa è orientata, con il tetto aperto in maniera scalare come tante fette di pane, ad Est cioè verso Gerusalemme.

L’architetto è Richard Maier, ebreo americano, che ha vinto il concorso internazionale superando antagonisti del calibro di Ando, Calatrava, Behnish, Eisenman e Genry. Puntualizzazione importante: essendo ebreo ha tradotto la non ripartizione tra corpo e anima, frutto della traduzione aramaica e poi greca e poi latina, di un concetto che nella cultura ebraica è unicità. L’uomo è uno, non esiste divisione e contrapposizione tra corpo, anima e psiche.

Nella Chiesa delle Tre Vele, si deve affermare che Mayer ha giocato all’interno del suo progetto con gli spazi e le forme. La Chiesa ha l’aspetto di una nave con tre vele sospinte dal vento.

Quando Maier presentò il suo progetto al cospetto di Giovanni Paolo II disse al Santo Padre: «Le vele bianche ci condurranno verso un mondo nuovo». Decisamente una bella definizione per una Chiesa che avrebbe dovuto essere il simbolo del Giubileo e del Nuovo Millennio.

La Chiesa dello Spirito Santo nel Quartiere Laurentino

La Chiesa dello Spirito Santo, nel Quartiere Laurentino, ha dietro una importante storia sociale.

È nata dopo anni di lotte della popolazione e dei sacerdoti, molto ascoltati dal Cardinale Poletti, che era ben consapevole, da buon piemontese, che la Ecclesia era una istituzione intorno alla quale si riuniva una comunità, come la mensa in cui Gesù riuniva i suoi. La Chiesa dello Spirito Santo nel Quartiere Laurentino, nella Zona Sud di Roma, rappresenta ciò.

È una Chiesa progettata dall’architetto Ignazio Breccia Fratadocchi ed è lo specchio di un quartiere periferico della piccola medio borghesia tendente all’alta borghesia, che con il concetto di laboriosità e di apertura al mondo in maniera ecclesiale celebra i sacramenti, tratti fondamentali della crescita cristiana e comunitaria.

Affidata ai Rosminiani, non a caso mi permetto di affermare, perché riflettono, testimoniano e rappresentano egregiamente, la tendenza dell’uomo moderno con le radici nell’antico che si evolve affrontando le sfide che la contemporaneità presenta al credente.

Questa Chiesa, per me, simboleggia una nave in costruzione, caratterizzata dalla parte superiore del soffitto ed anche dal fatto che è in continua costruzione: nel senso che sempre vi si aggiunge qualcosa.

È una Chiesa parrocchiale a cui si accede da un ingresso principale e due due porte poste ai lati di questo. L’entrata principale e le porte laterali si affacciano sulla strada, quindi aperta al mondo e a contatto con la realtà.

La Chiesa è una nave con il cielo aperto rappresentando la navigazione che l’uomo fa. La vita è un continuo divenire, rappresentato appunto dal soffitto aperto a forma di nave, in cui ci si evolve come accade all’interno della Chiesa che rappresenta un cantiere in continua evoluzione come la vita.

La sottoscritta l’ha visitata diverse volte e l’ha vista sempre diversa. Come le diverse generazioni che si incontrano nella partecipazione liturgica.

I sacerdoti sono “pastori” che conoscono “le pecore” in quanto dialogano con la realtà, concretizzando benissimo la Pentecoste, splendidamente rappresentata nel mosaico che si trova al suo interno, in cui l’uomo nella sua totale umanità riceve la lingua dello Spirito Santo: cioè Dio che si concede alla sua creatura.

Albertina Ronci: sintesi presentata per la discussione del Master in “Architettura Arte Sacra e Liturgia”, discussa presso l’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum, nell’Anno Accademico 2007/2008.

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