Il 25 novembre è la Giornata internazionale contro la violenza sulle donne

Gli eventi romani che richiamano un cambiamento culturale e sociale della nostra città, del nostro paese
Giulia Felici - 24 Novembre 2015

Fu istituita dall’Assemblea Nazionale delle Nazioni Unite nel dicembre del 1999 e celebrata in Italia dal 2005, ma continua ad essere attuale e necessaria. Il 25 novembre è ormai la Giornata internazionale simbolo della lotta contro la violenza sulle donne e, come in tutto il mondo e in tutta Italia, anche a Roma sono stati organizzati eventi, manifestazioni, rassegne ed incontri per non rendere la rievocazione dell’assassinio delle tre sorelle Mirabal che cercarono di ostacolare il Dittatore della Repubblica Dominicana, una semplice e comune ricorrenza.

giornataviolenzadonneNon ci possiamo ancora permettere che la giornata si trasformi in ricorrenza abitudinaria. In un articolo di Repubblica.it si legge che nel 2014 il Lazio ha occupato il secondo posto tra le regioni italiane “per numero di femminicidi consumati”. Degradante informazione pubblicata all’interno del “Rapporto su caratteristiche e dinamiche del femminicidio nel Lazio” realizzato dall’Eures. Il rapporto menziona anche i femminicidi consumati all’interno dell’ambito familiare, in questo caso le 16 vittime nel Lazio, posizionano la regione dopo la Lombardia (24 vittime) ma a capofila di Toscana (14), Sicilia (12) e Piemonte (10). Un ambito, questo ultimo, che vede primeggiare anche la sola provincia di Roma con 11 vittime nell’anno 2014, seguita da Milano (9) e Firenze (6).

Pochi e semplici dati che ci richiamano all’ordine, ci dicono a chiare parole che l’emergenza è ancora presente e pressante, che nonostante alcuni passi avanti non possiamo ancora abbassare la guardia. Ma il senso vero della giornata vuole discostarsi dai numeri e dalle statistiche per invitare l’intera società civile a toccare con mano il problema della violenza di genere e della cultura patriarcale, a sentire concretamente la gravità della questione attraverso la partecipazione ad incontri, eventi, guardando film o leggendo libri, partecipando a dibattiti e confrontandosi.

Come scrive Sara Ficocelli in un suo articolo sulla sezione “Diritti Umani” di Repubblica.it, “Donne, violenza e cultura patriarcale: superare il dolore è possibile”: “nessun problema culturale può essere davvero risolto se non viene compreso e interiorizzato nel profondo. Se non desta sdegno, commozione, empatia”.

scarperosseRoma tenta anche quest’anno di suscitare tali sentimenti attivandosi in tutte le sue sfaccettature culturali e sociali. All’Auditorium Conciliazione le volontarie del Telefono Rosa organizzano “Le donne, un filo che unisce mondi e culture diverse”, un convegno che nella giornata del 25, dalle 9:30 alle 13, vedrà discutere e intervenire grandi ospiti come il membro della Commissione degli Affari Esteri del Congresso Nazionale del Kurdistan, Ozlem Tanrikulu, la giornalista italo-siriana Asmae Dachan e il giornalista nostrano Riccardo Iacona, autore del libro “Se questi sono gli uomini”.

Fino al 29 novembre, invece, il Chiostro del Bramante espone gli scatti raccolti in rete e promossi dal progetto #ConLeDonneXLeDonne per “mostrare la forza del ‘fare rete’, dimostrando che, quando l’impegno del singolo diventa impegno della collettività, si può innescare un vero cambiamento sociale”. Qui le stampe sono in vendita per aiutare l’associazione nazionale “Donne in rete contro la violenza”.

Mercoledì 25 e giovedì 26, al Teatro Sistina , Marco Liorni mette in scena “X=Y”, uno spettacolo dedicato ai più giovani sul rispetto delle donne e l’educazione sentimentale. Ancora al Caffè letterario in via Ostiense 95, l’associazione RISING Pari in Genere presenta l’evento di arte e musica “E mi dissero che non potevo cantare…”, titolo ispirato alla storia di Mutlu Kaya, la ragazza turca aggredita dopo aver contrastato i pregiudizi cantando ad un talent TV.


Dicci cosa ne pensi per primo.

Commenti