Municipi:

Ater Provincia, il paradosso di Roma: conti in rosso per 81 milioni, ma la Regione studia il “moltiplica-poltrone”

In Commissione Trasparenza, esponenti del centrosinistra hanno attaccato duramente la proposta, accusando la maggioranza di concentrarsi sull’assetto delle poltrone anziché sulle emergenze reali

Un ente schiacciato dai debiti, migliaia di alloggi da mantenere e una tensione politica che cresce giorno dopo giorno. L’Ater Provincia di Roma finisce al centro di uno scontro che va ben oltre i numeri di bilancio, trasformandosi in un caso politico alla Regione.

Il quadro è pesante: un disavanzo vicino agli 81 milioni di euro, manutenzioni ferme e proteste dei lavoratori già sfociate in uno sciopero.

In questo contesto, mentre l’ente valuta la vendita di immobili per recuperare risorse, dalla Pisana è arrivata una proposta destinata a far discutere: ampliare il Consiglio di amministrazione da tre a cinque membri.

La delibera che divide

Il provvedimento, promosso dagli assessori Giancarlo Righini e Pasquale Ciacciarelli, punta a rivedere i criteri fissati nel 2017 per la composizione dei CdA delle Ater.

Le nuove soglie si basano sul valore della produzione e sugli investimenti: parametri che, secondo le opposizioni, sembrerebbero calibrati proprio per consentire all’ente provinciale di passare a un board più ampio, nonostante la fase di forte difficoltà economica.

Le critiche: “Priorità sbagliate”

La reazione delle minoranze è stata immediata. In Commissione Trasparenza, esponenti del centrosinistra hanno attaccato duramente la proposta, accusando la maggioranza di concentrarsi sull’assetto delle poltrone anziché sulle emergenze reali: dagli alloggi degradati ai servizi carenti per gli inquilini.

Una linea critica che mette in evidenza quello che viene definito un cortocircuito politico: mentre si parla di risanamento e sacrifici, si ipotizza contemporaneamente un ampliamento degli organi di governance.

Il nodo politico nella maggioranza

Ma la partita non si gioca solo tra maggioranza e opposizione. All’interno della coalizione di centrodestra emergono infatti tensioni legate agli equilibri interni.

Attualmente l’ente è guidato dal commissario straordinario Paolo Della Rocca, espressione della Lega. Il ritorno a un CdA ordinario comporterebbe la nomina di un nuovo presidente, incarico che potrebbe ridisegnare i rapporti di forza tra i partiti di governo.

Uno scenario che avrebbe spinto proprio l’assessore Ciacciarelli a frenare, aprendo alla possibilità di un rinvio della delibera.

Una partita ancora aperta

Il risultato è uno stallo che riflette la complessità della situazione: da un lato la necessità di risanare i conti e rilanciare l’edilizia pubblica, dall’altro gli equilibri politici che attraversano la maggioranza regionale guidata da Francesco Rocca.

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