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Il Tevere torna protagonista: la Regione punta sulla navigabilità per restituire il fiume ai romani

L’assessore Fabrizio Ghera: "Vogliamo restituire il fiume alla piena fruibilità dei cittadini"

Restituire ai romani il loro fiume. È questo l’obiettivo che la Regione Lazio mette al centro della propria strategia di sviluppo, con un piano che guarda al Tevere non più come confine, ma come risorsa viva: un luogo da vivere, navigare e valorizzare.

Un messaggio chiaro quello lanciato dal convegno “Il Tevere, via navigabile”, organizzato ieri al WeGil dall’assessorato regionale alla Mobilità, Tutela del Territorio e Demanio in occasione della settimana del Tevere Day.

L’incontro ha riunito esperti, associazioni e tecnici che da anni lavorano per riportare il fiume al centro della vita della Capitale.

«Lo sviluppo di Roma e del territorio regionale passa anche attraverso progetti sostenibili che restituiscano finalmente il Tevere ai cittadini», ha dichiarato l’assessore Fabrizio Ghera, illustrando gli interventi già avviati dalla Regione.

«Abbiamo lavorato sulla messa in sicurezza della funzione idraulica, sulla pulizia dalle plastiche e sui dragaggi per garantire la navigabilità fino a Fiumara Grande. Ma la vera sfida – ha aggiunto – è investire sulla navigabilità in un’ottica di sostenibilità ambientale, mettendo la nostra Capitale al pari delle grandi città europee, dove i fiumi sono vie di mobilità pubblica».

Il Tevere, da troppo tempo relegato a scenario e non protagonista, torna così al centro del dibattito istituzionale e urbanistico.

L’obiettivo della Giunta è duplice: rilanciare il valore economico e turistico del fiume e renderlo accessibile e vivibile per i cittadini.

Durante il convegno è emersa una visione condivisa: quella di un Tevere che diventi una nuova arteria sostenibile di mobilità e socialità, capace di collegare quartieri, favorire un turismo lento e rigenerare gli spazi urbani che lo circondano.

Una sfida che passa dalla collaborazione tra istituzioni, enti tecnici e cittadini, ma che potrebbe cambiare per sempre il volto di Roma: una città che, finalmente, torna a guardare al suo fiume non dall’alto dei ponti, ma scorrendone le acque.

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