

I resistenti preoccupati per la sorte del parco sprovvisto di impianto automatico di irrigazione
Senza impianto automatico idrico e con insufficienti cure delle piante, il parco doi Villa De Sanctis rischia l’aridità, come gli anni scorsi.
Sabato 25 aprile 2009, una giornata di splendido sole. La festa della Liberazione e le condizioni climatiche decisamente pre-estive stimolano la voglia di aria aperta, di corsa nel parco, di incontri conviviali.
Il cronista ne approfitta per fare footing e per gustarsi il parco recentemente abbellito di nuove piante e di romantici pali d’illuminazione lungo i vialetti. I lavori di restauro continuano, ma incombe il “generale agosto”, cioè il gran caldo. E allora si pensa al bisogno di acqua per le piante e per l’erba.
Gli scorsi anni i residenti del quartiere Villa De Sanctis (sesto Municipio) si lamentavano, proprio di questo, della rottura dell’impianto automatico d’irrigazione che ha causato per qualche anno l’ingiallimento del manto erboso e delle piante durante la stagione estiva. Ora che, finalmente, il parco ha visto l’intervento del Municipio per la sua riqualificazione, gli abitanti e, soprattutto, i suoi assidui frequentatori (podisti, ginnasti, naturalisti), temono che anche per l’ormai vicinissima estate, in mancanza di adeguate misure d’intervento idrico, l’area verde rischia di diventare di nuovo gialla. Di un giallo arido, purtroppo, e non di quello, più gradevole, del colore preferito da Van Gogh nei suoi immortali paesaggi ad olio.
La preoccupazione sale direttamente da chi, quasi quotidianamente, utilizza il parco nel suo tempo libero. Proprio uno di loro (Giuseppe Lamaro), infatti, ha fermato nel giorno della festa del 25 aprile il cronista al quale ha rivolto l’invito a scrivere qualcosa su questo problema. Tra l’altro, lo stesso residente, tra un allungo di corsa e l’altro, ci ha fatto notare che persino la nuova piantumazione potrebbe subito inaridirsi se non fosse innaffiata con una certa frequenza.
Giriamo pertanto a chi di dovere tale segnalazione, la quale denota, ancora una volta, l’amore e il senso civico che caratterizzano gli abitanti del quartiere per il loro territorio.
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