Kyoto Of the Cities, tre giorni sull’Ambiente a Napoli

Dal 26 al 28 marzo il convegno organizzato dal Think Tank Vision
di Letizia Palmisano - 30 Marzo 2009
Dal 26 al 28 marzo, Napoli, nella suggestiva cornice di Castel dell’Ovo, ha ospitato il convegno “Kyoto Of the Cities”, organizzato dal Think Tank Vision, in collaborazione con la Commissione Italiana UNESCO, e patrocinato dalla Commissione Europea ed il Ministero dell’Ambiente.

A seguito dello scandalo dei rifiuti partenopeo, oggetto di attenzione mondiale, Napoli è, negli ultimi mesi, diventata sede di numerosi eventi ambientali (tra i quali, oltre a “Kyoto of the cities” è da ricordare il concomitante “EnergyMed”).

La conferenza, incentrata sulle problematiche ambientali delle grandi città del Mondo, ha riguardato principalmente i settori della globalizzazione, delle case ed i quartieri eco-compatibili, del traffico e le automobili intelligenti, dei rifiuti, dell’energia e dela democrazia.

Le città italiane, purtroppo, sono state citate spesso come esempi negativi – seppur con qualche virtuosismo, specie in materia di rifiuti – e con Roma indicata più volte tra le situazioni critiche.

Al convegno, hanno preso parte esperti provenienti da prestigiose organizzazioni come Demos e Rand Corporation, dal Massachusetts Institute of Technology, London School of Economics and Political Science, dall’Università Bocconi di Milano e dal Politecnico di Torino, dalla società di consulenza strategica McKinsey & Co, oltre che esponenti politici partenopei e campani.

Nelle varie fasi del Convegno si sono analizzati gli aspetti in chiave ambientale, ma anche economica: da come essi abbiano contribuito all’attuale crisi a come le soluzioni degli stessi potrebbero essere volano per la ripresa dell’economia in chiave sostenibile.

Dai dati trasmessi (fonte Vision & Value S.r.l., ndr), il primo che sicuramente colpisce è l’analisi delle 10 città italiane “più intasate” (Bari, Bologna, Firenze, Genova, Milano, Napoli, Palermo, Roma, Torino, Venezia) nelle quali vivono 8,5 milioni di abitanti. Il traffico di queste città produce 27 miliardi di euro in costi (prendendo in considerazione solamente le automobili, le spese di carburante e l’emissione di CO2), pari a più di un quarto dei costi di trasporto dell’Intera nazione.

Alla capitale il triste primato di ore passate in auto e nel traffico congestionato: sconcertante il tasso medio annuo di ore che un Romano passa in automobile: 227 ore (compresi i neonati), contro le 140 di un Palermitano, 123 dei Partenopei e 98 dei Milanesi. In termini economici, ad un Romano il trasporto privato, costa in media 2,500 euro l’anno (a Firenze, per fare un paragone, il costo procapite è di 1365 euro l’anno).

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Altro tema fondamentale – vista anche l’ubicazione geografica del convegno, le recenti crisi dei rifiuti partenopee e le polemiche per il termovalorizzatore (chiamato da molti “inceneritore”, ndr) – è stato quello dei Rifiuti. Non solo il corretto smaltimento ma anche come fare prevenzione (dalla riduzione ab origine degli imballaggi all’allungamento della vita dei prodotti, alla scelta dei materiali). In tal caso, peraltro, sono stati portati degli esempi concreti di efficienza, di riduzione dei costi e della raccolta differenziata quale risorsa (fonti: Erica – @ica, si veda il video correlato ndr).

Un convegno sicuramente interessante che ha presentato dati chiari in termini di impatto ambientale e di costi sociali ma che, forse complice una scarsa campagna di pubblicizzazione nonché limitazioni tecniche – in particolare la lingua, visto che il convegno si è svolto tutto in inglese (in invero senza che alcuni degli stessi oratori ne fossero stati messi a conoscenza, creando qualche problema di comunicazione delle presentazioni organizzate) – non hanno favorito la partecipazione del pubblico, con, anzi, una presenza quasi solamente di “addetti ai lavori” a fronte di una serie di notizie ed informazioni fornite tanto più efficaci quanto più diffuse.


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