La Cgil lancia il nuovo statuto dei diritti dei lavoratori

La Carta dei diritti universali delle lavoratrici e dei lavoratori sottoposta alla consultazione di milioni di iscritti per una legge d’iniziativa popolare. L’assemblea della VII Lega dello Spi-Cgil

La Cgil sta consultando i milioni di propri iscritti per una legge d’iniziativa popolare sulla “Carta dei diritti universali del lavoro – delle lavoratrici e dei lavoratori”.

La proposta di legge consta di 97 articoli che assicurano diritti universali a tutti i lavoratori “del braccio e della mente”.
Si riunifica, in tal modo il mondo del lavoro di oggi, così diversificato, frantumato, disperso. Si supera di slancio la vecchia e gloriosa legge 300 del maggio 1970 che segnò l’epoca di maggior forza sindacale e politica dei lavoratori italiani.
Spi Cgil 1S’innova profondamente anche il rapporto fra lavoratore e impresa rifacendosi all’art. 46. della Costituzione, negletto in tutti questi decenni: “Ai fini della elevazione economica e sociale del lavoro in armonia con le esigenze della produzione, la Repubblica riconosce il diritto dei lavoratori a collaborare, nei modi e nei limiti stabiliti dalle leggi, alla gestione delle aziende”.
Si esce, infine, da una lunga fase difensiva, ponendosi all’avanguardia dell’innovazione giuridica e sociale, per ridare forza ai lavoratori dipendenti come soggetto fondamentale e costituzionale per il progresso del Paese.

Spi Cgil salaMartedì 14 marzo 2016, nella “sala rossa” del VII Municipio, si è svolta l’assemblea finale, dopo diversi altri momenti di consultazione avvenuti sul territorio, della VII Lega dello Spi-Cgil.
Volti di vecchi lavoratori e operai, uomini e donne, oggi pensionati, appartenenti a una classe lavoratrice fordista scomparsa, ma ricca di memorie e di battaglie che hanno segnato il progresso dell’Italia.

Interventi non d’inossidabili conservatori ma di gente abituata a lottare, non rassegnata al vilipendio quotidiano a cui il nuovo mondo del lavoro e i giovani precari che lo popolano, sono sottoposti quotidianamente dal padronato e dai suoi cantori nel governo, nella burocrazia, nell’informazione. Cosciente che i modi e i mondi della produzione sono cambiati, che occorre riunificare per unire, costruendo una nuova unità dei lavoratori. Una nuova unità sindacale e anche una rappresentanza politica degna di questo nome che oggi, hanno lamentato, è quasi del tutto scomparsa dalle aule parlamentari e anche dagli altri livelli istituzionali.

Qualcuno potrebbe dire che la nuova “Carta dei diritti universali” che la Cgil propone, non è per loro, ma per i giovani, per gli occupati e anche per i disoccupati, è la Carta che un paese politicamente consapevole del proprio declino dovrebbe assumere come carta vincente per riprendere il cammino in avanti. Ma è proprio per questo che è anche la loro Carta.
Spi CgilPerché in questi anni di regressione sociale, oltre al lavoro dipendente l’altra categoria sociale presa di mira è stata proprio quella dei pensionati; per fare cassa, addebitandole, come se non bastasse il ladrocinio compiuto nei suoi confronti, la responsabilità di essere un “peso” per le nuove generazioni e per la società.

Hanno cercato di mettere i padri contro i figli, i nonni contro i nipoti, per far credere che i problemi di lavoro e di futuro dei dipendano da loro, dai pensionati, mentre è vero il contrario. Perché l’anziano oggi in Italia, con la sua pensione per gran parte sociale, o al minimo o ai limiti della decorosa decenza guadagnata in anni di duro lavoro fordista nelle fabbriche, nei cantieri, negli uffici, in ambienti spesso malsani, è una delle colonne dello stato sociale per figli e nipoti.
Spi Cgil 2Gli anziani dello Spi-Cgil hanno dimostrato, dall’alto della loro esperienza e della loro memoria storica, di esserne consapevoli. Glielo ha ampiamente riconosciuto Silvia Ioli, segretaria della CGIL CdLT Roma Sud Pomezia Castelli.

L’assemblea era stata aperta da Adriano Valentini, segretario della VII Lega che aveva anche ricordato l’impegno della Cgil sui problemi del territorio a fianco dei comitati di quartiere e delle associazioni che costituiscono la Comunità territoriale. A chiudere l’assemblea, presieduta da Gianni Roncaccia segretario del comprensorio Spi-Cgil, è stato il segretario dello Spi-Cgil regionale Ernesto Rocchi che ha sottolineato i passaggi più significativi, anche critici, dei numerosi interventi. Finalmente ci siamo arrivati a questa Carta dei diritti del lavoro, – ha detto – ora dobbiamo guadagnare la legge in Parlamento. La strada sarà lunga e faticosa come quella di tutte le generazioni di lavoratrici e lavoratori precedenti.

A fare da cornice all’assemblea la mostra di Ivo Guaragna di disegni sugli antichi mestieri ottocenteschi scomparsi: acquavitaro, callararo, carbonaro, peracottaro, pecione, lumacara, bottaro, lampionaro, impajatore, ferraro, ferracocchio, doratore, carrettiere e molti altri.
Tutti spariti nelle fauci della seconda rivoluzione industriale: quella fordista. Sembravano ricordare ai partecipanti all’assemblea, quelle preziose figure così ben tratteggiate, quanta strada avesse percorso il movimento operaio e dei lavoratori al seguito dell’innovazione tecnologica.
Sempre adeguandosi e rinnovandosi per far sì che a godere dei benefici del progresso tecnico non fossero solo i padroni. Perché la conquista dei diritti da parte di chi lavora serve, tra l’altro, anche a trasformare i padroni in imprenditori.


Questo articolo è stato utile o interessante?
Sostieni Abitarearoma clicca qui! ↙

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Scrivi un commento