La destra romana non è con Fini

Ed Alemanno guadagna popolarità
di Sabatina Cuccaro - 19 Settembre 2008

Le parole di Gianfranco Fini sul fascismo pronunciate ad “Atreju” non hanno generato solo perplessità fra i ragazzi di Azione giovani, ma suscitato critiche in tutto il mondo della destra romana. Con la conseguenza che, di contro, sale il gradimento nei confronti del sindaco Gianni Alemanno. Ne sono chiara testimonianza le reazioni di tre esponenti della destra di certo non antifascista, che biasimano le parole del presidente della Camera: Giuliano Castellino, ex segretario romano di Fiamma Tricolore ora approdato nel Pdl con il movimento “Area identitaria romana”; Gianluca Iannone, anch’egli ex Fiamma Tricolore, fuoriuscito polemicamente dal partito per dedicarsi al progetto Casa Pound; Martin Avaro, dirigente nazionale e responsabile romano di Forza nuova, protagonista nei mesi scorsi degli scontri con i collettivi alla Sapienza.

Per Castellino “l’antifascismo, che ha portato tante disgrazie e nefandezze dal ‘45 ad oggi, non potrà mai essere un nostro valore. Oggi che la nuova Italia di Berlusconi-Tremonti-Alemanno sta davvero cambiando la nostra nazione – osserva poi l’ex segretario della Fiamma – a chi giova rispolverare vecchi schemi superati dalla storia?”. Certo è che “noi stiamo con Alemanno, e con questo governo che si sta occupando dei problemi reali del Paese”, prosegue Castellino.

Riguardo poi la definizione di “male assoluto” ripresa da Fini, questa può essere attribuita “solo al demonio – sostiene – e sicuramente il fascismo non lo è stato. Dal punto di vista storico non potrei mai dire – prosegue Castellino – che il male assoluto è il marmo contro la palude, la scolarizzazione di massa, le case popolari, la previdenza sociale”. Riguardo poi l’attuale presidente della Camera, “Fini ha detto anche altre cose gravi: ad esempio sul ‘68 che per noi non ha aperto le menti, ma ha distrutto il concetto di patria, di famiglia. Fini – conclude Castellino – naturalmente è libero di dire ciò che vuole, ma non credo che il suo sia il pensiero del popolo centrodestra”.

Anche Iannone afferma che “Alemanno è stata una persona corretta e onesta, dimostrando di avere ancora a cuore determinate tematiche”. Fini, invece, “ha fatto dichiarazioni di una gravità immensa, da irresponsabile, sventolando la bandiera dell’antifascismo, che ha portato a tragedie, omicidi e ingiustizie”. Il sindaco di Roma “ha ragione”, dunque, “quando con le sue dichiarazioni non riduce il fascismo alle sole leggi razziali, che sarebbe molto superficiale”. Il fascismo, per Iannone, “è stato giustizia sociale e crescita della nazione”. Insomma, “l’esperienza più bella della storia d’Italia, che bisogna avere l’onestà intellettuale di riconoscere”.

Per Martin Avaro “Alemanno e La Russa hanno detto cose vere, che pensano almeno un terzo degli italiani, e che contribuiscono a fare un passo in avanti verso la verità storica”. Fini, invece, “è chiaro che sta portando avanti, più che un’azione politica, un’opera di sdoganamento della sua persona come futuro presidente del Consiglio”. Avaro non vuole commentare le parole del presidente della Camera “semplicemente perché si spara addosso da solo”, però ci tiene a ricordare che “il fascismo, tra l’altro, è stato il punto di partenza per un Italia veramente unita, basti pensare che prima di quell’epoca mai un capo di Stato era andato in Sicilia, e rappresentava larghi strati di società italiana. Come si fa a dichiarare male assoluto – si chiede Avaro – un’epoca storica che coinvolse così tante persone?”.


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