La fertilità maschile migliora sensibilmente con due mesi sana alimentazione

Uno studio italiano ha dimostrato che mangiando 300 grammi di frutta e verdura ogni giorno si aumentano le possibilità di avere un figlio
Dott. Emanuele Fanella, Biologo Nutrizionista - 4 Giugno 2019

Mangiare per sessanta giorni 300 grammi di frutta e verdura ogni giorno migliorano la qualità degli spermatozoi. È questo in estrema sintesi il risultato di uno studio italiano presentato al congresso della Società Italiana di Andrologia che si è svolto a Bari. A essere determinanti sono gli antiossidanti contenuti nei vegetali. Queste molecole, com’è noto, combattono i radicali liberi, rallentando il processo di invecchiamento cellulare.

Lo studio è stato svolto dall’Azienda Ospedaliera di Cosenza. A coordinare il team di lavoro Giuseppina Peluso, responsabile del Laboratorio di Semiologia.
Il gruppo di ricercatori ha analizzato i dati di trenta pazienti con un’età compresa tra i 25 e i 40 anni. Nessuno di loro era fumatore, ma soffrivano della cosiddetta infertilità idiopatica (quando il mancato concepimento ha cause sconosciute). Si tratta di una delle cause di infertilità maschile in forte aumento. Tutti i pazienti hanno seguito una dieta ricca di cibi antiossidanti.

I partecipanti erano mediamente in sovrappeso ed hanno seguito una dieta ipocalorica con un apporto medio di 1500 calorie al giorno. Il regime comprendeva per il 25% proteine e carboidrati a basso indice glicemico; i prodotti vegetali introdotti nella dieta contenevano soprattutto vitamina C, E, beta-carotene, folati e zinco, per un introito quotidiano fra 800 e 1000 milligrammi di antiossidanti da circa 300 grammi di frutta e vegetali.
Dopo due mesi la motilità degli spermatozoi in generale è aumentata dal 10 al 25%. Gli spermatozoi hanno cioè movimenti attivi in cui percorrono una traiettoria rettilinea. Inoltre, si è verificato un miglioramento significativo in termini di frammentazione del Dna. L’indice di frammentazione, che è pari al 7% nei controlli sani ed era del 20% prima della dieta, con l’alimentazione antiossidante è sceso al 12%.

Una carenza dietetica di antiossidanti è stata dimostrata strettamente correlata al danno ossidativo sugli spermatozoi e alla frammentazione del Dna spermatico – spiega Alessandro Palmieri, presidente Sia (Società Italiana di Andrologia) e professore dell’Università Federico II di Napoli. – Questo, aggiunto a stili di vita non corretti e altri fattori di rischio come età, inquinamento ambientale, fumo o alcol, può contribuire a ridurre significativamente la fertilità maschile.

Per approfondimento:

https://www.oksalute.it

https://www.facebook.com/BONUMVITAENUTRIZIONE

Dott. Emanuele Fanella, Biologo Nutrizionista


Dicci cosa ne pensi per primo.

Commenti