La formazione di nuove generazioni di maestri sarti

Sono l'obiettivo dell'Accademia Nazionale dei Sartori e di uno storico lanificio biellese
Patrizia Artemisio - 17 Ottobre 2022

Non è una notizia diramata dalle Sorelle Materassi ma un tema quanto mai attuale quello della formazione di abili artigiani nel settore della sartoria, un settore che sembra non conoscere crisi.

L’Accademia Nazionale dei Sartori, nata nel 1575 alle falde del Campidoglio per volontà di Papa Gregorio XIII, ha lanciato proprio in questi giorni un’importante partnership con lo storico lanificio biellese Vitale Barberis Canonico, che vanta 350 anni di esperienza alle spalle, due stabilimenti e circa 450 addetti.
Tra gli obiettivi, la formazione delle nuove generazioni di maestri sarti.

Dopo una fase in cui la sartoria ha ceduto il passo al prêt-à-porter, da qualche anno si registra un ritorno dell’abito confezionato su misura, con molti ragazzi che associano questo affascinante mestiere al proprio futuro. Una specializzazione che richiede molta formazione, alle prese con la conoscenza dei tessuti, con l’abilità nel prendere le misure, realizzare disegni, effettuare tagli, cuciture, asole e sottopunti, imbastire, padroneggiare il confezionamento e ovviamente saper sfruttare e affinare la propria creatività.

“L’Italia in questo settore resta leader nel mondo ed è necessario non disperdere questo patrimonio perché soltanto chi affonda le radici nel passato può comprendere l’importanza del futuro” – spiega Gaetano Aloisio, presidente dell’Accademia, che da 450 anni costituisce un importante punto di riferimento associativo e formativo del settore grazie alle 130 sartorie aggregate, alla partecipazione ai congressi internazionali del comparto e alla promozione di sfilate di moda e iniziative in tutta Italia (un mese fa la suggestiva sfilata al Campidoglio a Roma).

“La nostra generazione ha caratterizzato soprattutto il rilancio economico del Paese nel secondo dopoguerra, rendendo l’abilità artigianale italiana un patrimonio mondiale.
Oggi – spiega Sebastiano Di Rienzo, direttore della scuola dell’Accademia nonché uno dei più rinomati maestri sarti a livello internazionale – c’è la necessità che una nuova schiera di ragazzi erediti questo patrimonio di tecniche e di immagine.
La nostra Accademia ogni anno accoglie aspiranti sarti provenienti da tutto il mondo, a riprova della sua unicità a livello internazionale e della centralità del nostro mestiere nel made in Italy”.


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