Le mani delle mafie sul Litorale Romano

Resoconto del convegno organizzato a Ostia dal Coordinamento SEL XIII Municipio l'11 novembre 2011
di S. L. - 12 Novembre 2011

Ha riscosso grande consenso l’incontro “Le Mani delle Mafie sul Litorale Romano”, organizzato ieri, 11 novembre, dal Coordinamento SEL del XIII Municipio, ad Ostia: interventi di alto livello e oltre 140 i partecipanti.
L’incontro, introdotto dal Coordinatore Municipale, Sandro Lorenzatti, e moderato da Enrico Fontana, direttore di Paese Sera, è stato presieduto da Filiberto Zaratti, consigliere regionale di SEL e Presidente della Commissione regionale Lotta alla Criminalità.
Sono intervenuti Francesco Forgione (ex pres. Commissione parlamentare antimafia), Gianni Ciotti (segr. Gen. SILP CGIL Roma), Bianca La Rocca (SOS Impresa) e Antonio Turri (Resp. “Libera” Lazio).

Sandro Lorenzatti ha presentato l’iniziativa denunciando il clima d’illegalità ormai diffuso nel Litorale Romano che costituisce l’humus fertile sul quale si sviluppa la presenza della criminalità organizzata. Grave, in questo senso, il lassismo del centro destra che, ad ogni livello, tende a tollerare gli abusi e continua a mostrare propensione per le sanatorie, tendenza d’altronde esemplificabile nel desiderio di Berlusconi, per fortuna non realizzato, di modificare l’art. 41 della Costituzione nel senso di considerare “tutto lecito purché non sia espressamente vietato dalla legge”.
La sottovalutazione in tempi passati e presenti del fenomeno mafioso a Roma e nel Lazio è stata denunciata da Gianni Ciotti, che ha anche fornito una serie di preziose indicazioni tecniche relative il ruolo della criminalità organizzata in alcune attività commerciali quali quelle dei “compra oro”, ricordando i drammatici tagli del governo di destra ai capitoli di bilancio relativi le forze di polizia.

Bianca La Rocca ha invece delineato il quadro drammatico del disagio sofferto da commercianti e imprenditori: la mafia, in ogni sua forma, ha approfittato pesantemente della crisi; oggi, ad avere soldi da spendere per gli investimenti e le opere sono soprattutto i mafiosi. Una diretta conseguenza di questa situazione è l’usura, e della legge 108 sarebbe il caso di mettere in campo una
profonda riforma per aggiornarla e renderla più rigorosa.

Francesco Forgione ha evidenziato innanzi tutto la funzione economica che le mafie svolgono oggi, invitando a non limitarsi più alla condanna dei soli aspetti etici. La lotta alle mafie deve uscire dalle aule e raggiungere una dimensione sociale. In questo contesto, secondo Forgione, un partito come SEL non può permettersi errori nella composizione delle liste elettorali perché grande è l’attenzione sul nostro simbolo da parte di riciclati provenienti da altri partiti del cui passato non è possibile essere certi. È inammissibile che oggi, in Italia, una persona condannata per reati di mafia possa poi tornare ad essere eletta e amministrare la cosa pubblica, mentre un ragazzo che ha rubato una mela non possa poi nemmeno partecipare ad un concorso pubblico.
Forgione ha infine ricordato di come l’alleanza tra mafia e politica si costruisce e si consolida a partire dalla gestione del territorio, nella gestione degli appalti, dei piani regolatori e delle opere pubbliche ed è dunque ai territori che le organizzazioni locali di SEL in particolare debbono devono porre la massima attenzione, ed il Litorale Romano, come indicano i fatti e le indagini, è purtroppo una delle aree più interessate dalla presenza mafiosa.

Filiberto Zaratti, dopo aver ricordato l’impegno della Commissione Regionale Lotta alla Criminalità, che oltre ad audire le procure e le forze di polizia si è. Nei giorni scorsi, riunita direttamente nei luoghi interessati da attentati criminali, ha denunciato il rischio che le mafie, nel degrado sociale, culturale ed economico in cui viviamo, rischino di diventare componente maggioritaria del nostro tessuto sociale, e che i mafiosi diventino referenti per trovare lavoro e protezione. È inammissibile che amministratori e politici, a partire dai sindaci, sottovalutino, più o meno consapevolmente, questo fenomeno, magari dando la responsabilità di certi fatti a criminali comuni piuttosto che a mafiosi. La sparatoria di Piazza Nicosia a Roma indica che sta accadendo qualcosa di terribile, ovvero che la criminalità organizzata si senta così sicura da poter agire e lanciare messaggi nel cuore pulsante della nostra Repubblica.
Al contrario, ha concluso Zaratti, amministratori e politici debbono essere in prima fila nella lotta e nella prevenzione, col dovere di saper cogliere il pericolo a partire dai primi sospetti anziché a tragedie compiute. 

Antonio Turri, dopo aver sinteticamente raccontato la storia delle attività mafiose nella nostra regione, che l’ass. “Libera” ha sempre osservato con attenzione e denunciato, ha elencato una serie di fatti e circostanze criminali che si sono verificati a Ostia e nel Litorale Romano, dove è ormai accertata la presenza e l’attività stabile di famiglie mafiose siciliane e campane. Una delle cartine tornasole delle attività di riciclaggio potrebbe essere quelle delle attività in franchising di ditte famose, che cedono i loro marchi ha chi ha disponibilità economica per allestire punti vendita e distribuzione, ma anche le attività balneari, o di ristorazione e naturalmente di gioco d’azzardo legalizzato, dati gli alti guadagni.

Sono inoltre intervenuti, per offrire un contributo “locale”, alcuni esponenti sindacali e di SEL del XIII.
Simona Cervellini
(segr. Gen. CGIL Roma Ovest) ha ribadito l’enorme importanza della risorsa lavoro e delle regole del lavoro per contrastare l’illegalità ed evitare, come sta accadendo che si instauri una sorta di legge del più forte.
Leonardo Ragozzino (Vice Coord. SEL XIII) ha ricordato alcune attività del coordinamento di denuncia delle illegalità ed ha sottolineato l’importanza di strutturare un osservatorio della legalità sul
territorio.
Denise Lancia (del Coordinamento SEL XIII) ha dato alcuni esempi concreti di come la criminalità sia presente nei quartieri del XIII e tenti, spesso riuscendovi, di prendere controllo di attività commerciali fittizie.
Dario Bensi (SEL XIII) ha ricordato l’estrema labilità dei controlli nelle concessioni balneari dove chiunque può subentrare senza verifiche ed infine Antonio Lavorato (SEL XIII) ha denunciato le condizioni di caos e di arbitrio che si possono verificare nell’amministrazione negli uffici tecnici, in particolare nel XIII dove il centro destra non sta garantendo sufficientemente la legalità.
Enrico Fontana, che come noto è da tempo protagonista nazionale, come giornalista, come ambientalista e come rappresentante politico, della lotta alle illegalità con particolare riferimento alle cosiddette ecomafie, ha fornito preziose informazioni e riflessioni sulle questioni che sono andate emergendo dal dibattito, tessendo una visione organica del problema.

Nelle conclusioni Sandro Lorenzatti ha annunciato le iniziative che immediatamente SEL XIII metterà in campo sulla questione della legalità: una grande iniziativa cittadina di denuncia e sostengo alle vittime della criminalità, la richiesta di convocazione della Commissione regionale Lotta alla Criminalità ad Ostia, ed infine in collaborazione con “Libera” la proiezione e la diffusione nel territorio del documentario “La quinta mafia”, quella degli investimenti e dei colletti bianchi che da tempo si sta radicando nel Lazio e nel nostro territorio.

Adotta Abitare A

Dicci cosa ne pensi per primo.

Commenti