L’inceneritore della Basf dovrà essere chiuso o delocalizzato

La ASL RMB ha espresso parere negativo all’autorizzazione per l’inceneritore di via di Salone
comunicato stampa - 31 Marzo 2009

I cittadini di Case Rosse, Settecamini, Ponte di Nona e i lavoratori della Tiburtina Valley combattono da anni contro l’inceneritore della Basf che brucia, 24 ore su 24, circa 5 tonnellate al giorno di rifiuti tossici e nocivi (catalizzatori esausti).
Dal lontano agosto 2007 sono scadute le autorizzazioni e da allora è ancora in corso presso la Provincia di Roma l’istruttoria per la nuova Autorizzazione Integrata Ambientale che sarà quella definitiva.

Oggi 31 marzo, finalmente tutti i cittadini possono tirare un grande sospiro di sollievo: arriva la grande notizia che la ASL RMB ha espresso parere negativo all’Autorizzazione Integrata Ambientale, limitatamente all’inceneritore della Basf. Ciò significa che anche il Comune di Roma non potrà fare diversamente perché il Sindaco è il responsabile della salute dei cittadini. Di conseguenza la Provincia dovrebbe negare l’Autorizzazione finale all’inceneritore. Ciò è molto probabile che avvenga perché la ASL RMB ha redatto un documento di 25 pagine che, nelle conclusioni, non lascia spazio ad interpretazioni e tantomeno a soluzioni alternative.

Tuttavia l’Azienda non sta certo a guardare e, per cominciare, ha già manifestato l’eventualità della delocalizzazione dell’intero stabilimento fuori dalla Regione Lazio. E’ quanto ha riferito l’Assessore all’Ambiente della Provincia di Roma, On Civita, nella seduta del Consiglio del V Municipio venerdì 27 marzo, in occasione di un dibattito sul problema Basf a cui hanno partecipato anche il Presidente della Commissione Ambiente della Regione Lazio, On. Bucci, e l’Assessore all’Ambiente del Comune di Roma, On. De Lillo. Questa affermazione ha scatenato l’ira dei rappresentanti sindacali dei lavoratori della Basf che erano presenti.

Le intenzioni di trasferire l’Azienda fuori dal Lazio sono reali? Oppure è il solito “ricatto” per spuntare condizioni più favorevoli ad un prossimo tavolo di trattativa? Vedremo cosa succederà nei prossimi giorni, dal momento che Regione, Comune e Provincia sono d’accordo nel convocare la BASF per ridiscutere il vecchio protocollo d’intesa, sottoscritto dal Comune di Roma e dalla precedente Engelhard nel maggio 2006, che prevedeva la delocalizzazione dello stabilimento in altra sede del Comune di Roma in cambio di edificazioni direzionali e residenziali pari a 50.000 mc sull’attuale terreno di 45.000 mq. La Basf, che il mese successivo aveva poi rilevato la Engelhard, disattese quel protocollo d’intesa e decise di restare nell’attuale sito. Oggi, alla luce del parere della ASL, la Basf dovrebbe avere tutto l’interesse a sedersi intorno ad un tavolo e accettare la delocalizzazione dell’inceneritore o, se lo ritiene opportuno, dell’intero stabilimento, in una località che sia facilmente raggiungibile dai lavoratori. Le istituzioni potrebbero assicurare risorse pubbliche e della Comunità europea per la delocalizzazione e per l’adozione di una nuova tecnologia, denominata AquaCritox®/AquaCat®, che è in grado di sostituire l’inceneritore eliminando le emissioni nocive in atmosfera e le acque reflue che oggi vengono invece riversate nell’Aniene.

Questo nuovo scenario non si è aperto per caso davanti agli occhi quasi increduli dei Cittadini: sono trascorsi ben 10 anni di manifestazioni, interrogazioni parlamentari, esposti alla Procura della Repubblica, fiumi di documenti prodotti e richiesti dai Comitati a tutti gli Enti Istituzionali. Ma un ulteriore contributo l’hanno dato, di recente, le centinaia di fax e lettere che i Cittadini hanno inviato alla Provincia di Roma, all’ASL RMB, al Ministero dell’Ambiente, alla Regione Lazio e al Sindaco di Roma, denunciando i disagi e le preoccupazioni per le sostanze maleodoranti e irritanti che respiravano e chiedendo al Sindaco un’Ordinanza di chiusura dell’inceneritore. 

I Comitaticittadini

 Tutta la documentazione, compreso il parere della ASL RMB, è disponibile sul sito dei Comitati: www.sitotiburtina.altervista.org/ambiente/index.php


Dicci cosa ne pensi per primo.

Commenti