Medici aggrediti, un’emergenza silenziosa: 130 aggressioni in 6 mesi a Roma

Il presidente dell'Ordine dei medici della Capitale: "Gli episodi sono molti di più"

Una spinta, un insulto, uno schiaffo. A volte pugni, perfino lesioni gravi. È il volto più buio della sanità, quello che non si vede tra i corridoi degli ospedali: la violenza contro i medici.

Solo nei primi mesi del 2024, a Roma e provincia, sono almeno 130 i sanitari aggrediti fisicamente secondo i dati Inail. Ma il numero, avvertono gli esperti, potrebbe essere tre o quattro volte più alto.

«Molti non denunciano, per paura, rassegnazione o senso di impotenza», spiega Antonio Magi, presidente dell’Ordine dei medici di Roma, intervenuto il 5 giugno al convegno “Sicurezza e professionisti della salute”, promosso con gli ordini dei farmacisti e degli infermieri della Capitale.

I dati ufficiali parlano chiaro: si tratta solo dei casi con danni fisici rilevanti, ma gli episodi di aggressione verbale o psicologica sono quotidiani. E non accadono solo nei Pronto Soccorso.

A confermarlo è anche uno studio condotto dalla Sapienza e dal Sant’Andrea, che ha analizzato i casi recenti nell’ospedale universitario: il 36,2% delle aggressioni avviene nei reparti di Psichiatria.

“Denunce d’ufficio che non arrivano”

«C’è una legge che prevede la denuncia d’ufficio da parte dell’azienda sanitaria, ma nella realtà, troppo spesso, non accade», denuncia ancora Magi. A questo si somma la carenza cronica di personale, che esaspera i tempi d’attesa e le tensioni. «I pazienti arrivano esasperati, ma non è con la violenza che si risolvono i problemi del sistema», aggiunge.

La Regione: “Tecnologie e formazione per tutelare gli operatori”

Sul tema è intervenuto anche il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, che ha la delega alla Sanità: «A breve partirà un progetto sperimentale in alcune strutture sanitarie del Lazio per monitorare e prevenire le aggressioni. Si investirà in tecnologie, formazione e addestramento del personale».

Un segnale importante, ma non ancora sufficiente secondo gli operatori. «Serve anche un cambio culturale: tornare a vedere nel medico, nell’infermiere, nel farmacista, un alleato e non un nemico», sottolineano gli ordini professionali.

Rapine e furti anche nelle farmacie

Non solo ospedali. Il clima di insicurezza tocca anche le farmacie. Secondo l’Osservatorio sulla sicurezza anticrimine (Ossif), nel 2023 nel Lazio si sono registrate 63 rapine e 191 furti ai danni delle farmacie. Un dato allarmante, che disegna un quadro preoccupante per la sicurezza di chi lavora ogni giorno per la salute pubblica.

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