Notte magica a Roma con Tosca di Puccini a piazza di Ponte Castel Sant’Angelo

Anna Onori, Henos Palmisano - 18 Giugno 2019

Siamo andati a vedere Tosca, la famosa opera di Giacomo Puccini, presso la Chiesa Metodista in piazza di Ponte Castel Sant’Angelo 68. C’eravamo già stati per assistere ad un concerto molto raffinato di romanze liriche e sonate per pianoforte, che ovviamente non presentano le difficoltà organizzative di un’opera.

Tosca è un’opera lirica del trio da leggenda: Puccini, Illica, Giacosa, tre cavalli di razza, incessantemente spronati da un grandissimo Giulio Ricordi, figlio di Tito, nipote di Giovanni, una famiglia di editori che con grande passione e competenza dedicarono la loro vita alla Musica Lirica, ambasciatrice della lingua e della cultura italiana nel mondo.

Il libretto di Giuseppe Giacosa e Luigi Illica deriva da La Tosca di Victorien Sardou, dramma portato al successo da Sarah Bernhardt nel 1887 a Parigi nel Théatre de la Porte-Saint-Martin. Puccini poté vedere il dramma nel 1989 a Milano al Teatro dei Filodrammatici, rimanendone così impressionato da chiedere a Giulio Ricordi di comprare subito i diritti, cosa che l’editore fece senza indugio.
Sardou, come al solito, non mostrò grande entusiasmo, ma non negò l’autorizzazione, che Ricordi ottenne nel 1893 per Alberto Franchetti (compositore verista nato a Torino il 18/9/1860 e morto a Viareggio il 4/8/1842).
Luigi Illica preparò un abbozzo di libretto, che Sardou approvò in presenza di Giulio Ricordi e Giuseppe Verdi, il quale qualche anno più tardi confiderà, che ben volentieri avrebbe musicato lui La Tosca, se non fosse stato così vecchio
Con la rinuncia di Franchetti, subentrò Puccini (1996), che dopo i fiaschi/trionfi de La Bohème, cominciò immediatamente a musicare quello che sarebbe diventato uno dei capolavori mondiali della Lirica.
La première di Tosca (14 gennaio 1900 Teatro Costanzi di Roma) fu nervosa e contrastata dai soliti “criticoni”, ma in seguito fu il pubblico a decretarne il successo in tutto il mondo.

ToscaIl “RomeConcerts”, fondato dal tenore Alessandro Fantini ed dal pianista Giovanni Velluti, due artisti con curricula chilometrici, ha il merito di proporre la grande musica nel cuore di Roma nella Chiesa Metodista in piazza Ponte di Castel Sant’Angelo n° 68. L’intera vicenda si svolge tra la chiesa di Sant’Andrea della Valle, Palazzo Farnese e appunto Castel Sant’Angelo, tre scenari particolarmente complicati da rappresentare già in un teatro normale.
L’orchestra sostituita dal pianoforte, il canto irto di difficoltà armoniche alla Puccini, gli scenari da rappresentare in spazi ristrettissimi (bisogna infatti prenotare per tempo, data l’esiguità dei posti): la Chiesa Metodista ospita con grande merito queste raffinate ed immortali opere, che i nostri eroici interpreti hanno il coraggio di programmare e portare avanti già da tre anni.
L’eroismo sta proprio nel rendere un’opera così complessa in spazi così ristretti, questo è il fascino del luogo: potete respirare e cantare (sottovoce) con gli artisti ed alla fine addirittura mischiarvi con loro, toccarli e abbracciarli romanticamente, perché la magia della musica disinibisce questa umanità così distratta dalle nevrosi quotidiane.
Per una volta non vogliamo citare la bravura di questo o quel cantante, bravi tutti.
Dopo aver applaudito con gran trasporto siamo usciti dalla chiesa e… davanti a noi il paesaggio incantato di un Castel Sant’Angelo illuminato.
La sensazione di aver partecipato ad un evento così esclusivo ci ha riempito di ardore musicale, complice la serata rasserenata: eravamo entrati con l’umidità della pioggia e siamo usciti con il profumo della notte, cosicché alzando lo sguardo al cielo abbiamo potuto ammirare come …Lucevan le Stelle.

 

Anna Onori, Henos Palmisano


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