Il Maestro Antonio Capone e l’Orchestra di Fiati delle Torri incantano Villa De Sanctis

In un intenso concerto venerdì 2 ottobre alla Casa della Cultura che ha regalato alla cittadinanza un pomeriggio di grande musica e aggregazione sociale

Un racconto di passione, territorio e armonia: la bacchetta del Maestro Antonio Capone ha guidato, venerdì 2 ottobre 2026, l’Orchestra di Fiati delle Torri in un intenso concerto alla Casa della Cultura Silvio Di Francia (Villa De Sanctis), regalando alla cittadinanza un pomeriggio di grande musica e aggregazione sociale.

La Magia dei Fiati nel Cuore del Parco

C’è un’energia speciale quando la musica dal vivo esce dai teatri istituzionali per abitare i luoghi di prossimità culturale. È quanto avvenuto sul palco della Casa della Cultura di Villa De Sanctis, dove l’Orchestra di Fiati delle Torri ha catalizzato l’attenzione del pubblico con un repertorio capace di unire la solennità classica alle emozioni delle grandi colonne sonore.

A tirare le fila di questo mosaico sonoro, fatto di ottoni squillanti, legni agili e percussioni precise, è stato il Maestro Antonio Capone. Classe e determinazione, sessantanove anni portati con la freschezza di chi vive la musica come una seconda pelle, Capone ha guidato l’orchestra con rigore e profonda umanità, dimostrando come l’arte non conosca confini anagrafici né geografici.

Una Vita per la Musica

Sessantanove anni compiuti con la bacchetta in mano e lo sguardo sempre rivolto al futuro dei giovani musicisti, Il Maestro rappresenta una di quelle figure di presidio culturale diffuse nelle periferie romane, capaci di trasformare una sezione di fiati in un vero e proprio collettivo orchestrale coeso e vibrante.

Sotto la sua guida, l’Orchestra non è solo un ensemble che esegue spartiti, ma un presidio di socialità. Riunendo decine di elementi — tra professionisti e amatori di talento — il gruppo riesce a fare educazione al bello, portando la musica colta e popolare nei quartieri orientali della Capitale.

Emozioni a Villa De Sanctis

Il programma della serata ha dimostrato la versatilità e la precisione tecnica di un’orchestra capace di spaziare senza esitazioni tra i secoli e i generi musicali.

La solennità della grande opera: L’apertura e lo sviluppo hanno toccato le corde del mito e del dramma con I Nibelunghi di Wagner, per poi passare all’intensità teatrale dell’Ernani di Verdi, alla solennità de Il Mosè di Rossini e alla raffinata musica barocca di Albinoni

Marce e tradizione: Non sono mancate le marce militari di autori classici, eseguite con rigore formale e smalto festoso, accanto al brio travolgente de La marcia del Toreador tratta dalla Carmen di Bizet.

Dalle colonne sonore alla modernità: Il pubblico è stato trascinato nel mito del West grazie alle celebri colonne sonore di film western, per poi planare sulle note avvolgenti di Samba Pa Ti di Santana e sul ritmo immortale di My Way, riletta con la tipica ricchezza timbrica dei fiati.

A tirare le fila di questo mosaico musicale c’è il Maestro Antonio Capone.

Il programma della serata alla Casa della Cultura ha saputo spaziare agilmente tra i generi, catturando l’ascoltatore dall’attacco del primo brano fino all’ultimo applauso.

La direzione di Capone ha esaltato le dinamiche dell’orchestra, valorizzando i solisti e restituendo un impatto sonoro pieno, rotondo, tipico delle grandi orchestre di fiati europee.

Il pubblico ha risposto con lunghi applausi a scena aperta, sancendo il successo di un evento che celebra la musica come bene comune. Un traguardo reso possibile dalla tenacia del Maestro Capone e dalla dedizione di ogni singolo musicista dell’Orchestra delle Torri.

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