Ancora tritolo a Centocelle: nuova bomba contro il salone d’auto di via dei Platani. È la seconda esplosione in un anno

Un boato scuote il quartiere intorno alle 23 di giovedì 8 ottobre: devastata la concessionaria, già finita nel mirino a novembre 2025

Il boato ha squarciato il silenzio di via dei Platani alle undici di sera di giovedì 8 ottobre, facendo tremare gli infissi degli immobili circostanti e ricacciando i residenti di Centocelle nel clima cupo delle intimidazioni di strada.

L’esplosivo ad alto potenziale ha sventrato le vetrate della “Gold Car”, autosalone specializzato nella compravendita di vetture usate di alta gamma.

Non si tratta di un episodio isolato: lo stesso showroom era stato bersaglio di un analogo attacco nel novembre del 2025, quando un secondo ordigno era stato posizionato e fatto detonare all’ingresso dell’attività.

A distanza di poco meno di un anno, i contorni di questo nuovo atto dimostrativo confermano il radicamento di una vera e propria strategia del terrore a colpi di polvere da sparo, che nelle ultime settimane sta scuotendo in maniera sistematica il quadrante orientale della città.

Marciapiedi sbriciolati e fiamme nello showroom

La violenza della deflagrazione ha scagliato frammenti di travertino del marciapiede a decine di metri di distanza, trasformandoli in proiettili che hanno gravemente danneggiato alcune automobili in sosta lungo la carreggiata.

All’interno della concessionaria, le conseguenze dello scoppio sono state rovinose: una delle vetture in esposizione è stata centrata in pieno e distrutta dall’onda d’urto, mentre il rivestimento esterno dell’immobile ha riportato lesioni strutturali importanti.

Indagini in corso

Subito dopo l’esplosione, sul posto si sono catapultate le squadre dei Vigili del Fuoco per il coordinamento dei rilievi di sicurezza e il ripristino dell’agibilità dei luoghi, affiancate dalle pattuglie della Polizia di Stato.

Gli investigatori della Squadra Mobile di Roma, coordinati dalla Procura di Roma, hanno requisito i filmati delle telecamere di videosorveglianza degli esercizi commerciali e degli impianti cittadini della zona per individuare la traiettoria di fuga dei malviventi.

Attualmente la pista più battuta dagli investigatori, sembra essere quelle delle estorsioni della criminalità organizzata e al controllo dei traffici illeciti che si contendono l’egemonia nei quartieri dell’est romano.

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