Qualità e sicurezza in medicina estetica

Bartoletti: la sperimentazione della medicina estetica è validata negli ospedali e nelle università italiane
di Patrizia Miracco - 21 Maggio 2012

In tempo di crisi la priorità della medicina estetica è tagliare il superfluo ed offrire qualità e sicurezza. I medici estetici, riunitisi a Roma presso l’Hotel Hilton di via Alberto Cadlolo, dal 18 al 20 maggio, per il XXXIII Congresso della Società di Medicina Estetica, sono concordi nel prendere in cura non solo la bellezza della pelle del paziente ma soprattutto la sua salute e la sua psiche. Per questo, nel mese di aprile 2012, è stato condotto dai medici estetici della Sime (Società Italiana di Medicina Estetica) un sondaggio per capire le motivazioni che spingono un paziente a volere un intervento estetico. Al primo posto tra le motivazioni c’è il desiderio di ritardare l’invecchiamento cutaneo e il non accettarsi per quello che si è. Un paziente su tre ha, infatti, ammesso che dopo trattamenti di medicina estetica è aumentata l’autostima. Tra gli interventi più richiesti i filler (45,3%), la biostimolazione (36,4%) e i peeling (31,1%), solo un paziente su 5 (19,2%) chiede trattamenti mesoterapici. Le complicanze in seguito ad interventi di medicina estetica sono molto basse, il 6,5%, e di queste l’84,2 sono state risolte facilmente.

Durante il congresso è stata inoltre presentata la campagna di sensibilizzazione del pubblico nei riguardi della medicina estetica promossa in 8 paesi europei dall’Allergan, società leader mondiale nel settore sanitario dedicata alla continua innovazione dei prodotti farmaceutici specialistici nel settore dei neuromodulatori e della dermatologia. Obiettivo della campagna è informare ed educare medici e pazienti sull’importanza della qualità.
“La campagna dal titolo ‘E’ una questione di qualità’ – spiega Emanuele Bartoletti, segretario generale della Sime – giunge in un momento cruciale della nostra disciplina: un consulto di qualità è la base di ogni intervento di medicina e chirurgia estetica”. “Sarà utile – prosegue Bartoletti – ai pazienti che potranno porre i giusti quesiti al proprio medico, e a quest’ultimo per gestire ancora meglio un dialogo che aiuti entrambi a scegliere in modo consapevole ed informato”.
Oltre di cure estetiche al XXXIII Congresso Sime si è parlato anche della neonata associazione che unisce le tre maggiori società scientifiche in Italia (Sime, Agorà e Sies). Un’associazione che propone come primo obiettivo l’approvazione di uno specifico percorso formativo del medico estetico per equipararla alle altre specialità scientifiche. “Non per nulla – sottolinea Bartoletti – si tratta di una disciplina medica nata da quasi quarant’anni, di cui si occupano ormai dai 5 ai 10 mila medici in tutta Italia”. La ricerca condotta nella medicina estetica non presenta più, come si faceva una volta, qualche decina di casi clinici raccolti in studi privati, ma si avvale di presentazioni scientifiche condotte in ambienti ospedalieri. “Siamo in grado – conclude il vicesegretario Sime – di offrire una ‘validazione’ a sperimentazioni che ormai sono alla stregua di tutte le altre sperimentazioni mediche, effettuate in ambiente ospedaliero o universitario. E solo queste possono essere le presentazioni di novità che per noi hanno una validità scientifica”.


Dicci cosa ne pensi per primo.

Commenti