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“Stop alle molestie contro le donne sui bus”

Al via una petizione su Change.org rivolta all'Atac

I mezzi pubblici sono il luogo privilegiato per le molestie sessuali. Chi vive in una grande città come Roma, Milano, Parigi o Londra lo sa bene: spostarsi con i mezzi può essere comodo ma allo stesso tempo rischioso. Decine e decine di persone, ma soprattutto le donne, che ogni giorno si infilano nei vagoni per andare o tornare da lavoro, andare in palestra o in centro, andare a mangiare una pizza con gli amici, sono costantemente soggette a sfregamenti, spinte volute, commenti e “mani morte” che cadono dove non dovrebbero cadere.

molestatoreIl fenomeno non è solo italiano. Come si legge in un articolo di Alessio Capradossi pubblicato sul sito della rivista GQ lo scorso 13 maggio, secondo un’ inchiesta condotta a Parigi da un gruppo di associazioni in difesa delle donne, il 100% del campione femminile intervistato ha dichiarato di essere stato vittima di attenzioni indesiderate. È questo l’argomento della petizione lanciata in questi giorni su Change.org contro le molestie arrivata da Londra in Italia. Portavoce del messaggio è Alice Pilia Drago, residente nella capitale britannica da 10 anni, che ha voluto indirizzare l’appello direttamente ad Atac e Atm, le due società di trasporto di Roma e Milano. Una petizione che ha ottenuto un notevole successo, raccogliendo oltre 5.000 firme in meno di un giorno.

“Le molestie sui mezzi pubblici sono una delle forme di sessismo più diffuse e radicate nella vita di tutti i giorni- afferma Alice – Per combatterle e permettere alle donne di vivere in libertà e sicurezza i propri spostamenti, ho voluto lanciare questo appello. Quale donna, almeno una volta, non è stata infastidita sui mezzi pubblici? La così detta ‘mano morta’ in metropolitana, i commenti scurrili alla fermata dell’autobus sono tra le forme di sessismo più diffuse nella vita di tutti i giorni, ma chi ne è vittima spesso tende a subire in silenzio. Vivo a Londra da oltre 10 anni- prosegue- e qui l’Azienda dei Trasporti Pubblici (Tfl), la Polizia dei Trasporti Britannica e la Polizia Metropolitana, in collaborazione con organizzazioni che si occupano di parità di genere, come Everyday Sexism, hanno lanciato Project Guardian, una campagna di sensibilizzazione che invita a reagire e a denunciare gli abusi”.

Prendere ad esempio dal modello londinese e riproporlo nelle due città italiane è lo scopo della petizione. “Combattere contro le molestie in autobus o metropolitana – continua l’attività italiana – significa andare a colpire il sessismo più radicato, quello che accompagna le donne quotidianamente e che spesso viene subito con rassegnazione. Rivendicare il proprio diritto a non essere molestata su un autobus significa smettere di auto-limitarsi in mille modi, per esempio non frequentando certi posti o dovendo vivere in un costante stato di ipervigilanza fin da bambine.

Svergognare pubblicamente chi ci infastidisce significa smettere di normalizzare questa forma di molestia inaccettabile. Mi piacerebbe che anche in Italia le donne, in autobus e in metropolitana, si sentissero protette e meno sole”. “Chiedo a loro due, simbolicamente – conclude Alice – di promuovere una campagna che inviti tutti, vittime e testimoni, a denunciare pubblicamente e senza esitazione chi molesta e dà fastidio alle donne”.


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