Incendio nella notte allo Sporting Beach: le fiamme divorano lo stabilimento abbandonato. Ombra dolosa sul litorale

Il rogo si è sviluppato intorno alle 22 nello storico impianto chiuso da due anni. Vigili del fuoco e carabinieri sul posto per escludere la presenza di senzatetto

Un’altra colonna di fumo denso e scuro è tornata ad alzarsi ieri sera sul litorale romano, disegnando un’ennesima traccia di degrado e abbandono sulla costa di Ostia.

Intorno alle dieci di sera del 30 luglio, le fiamme hanno completamente avvolto lo stabilimento Sporting Beach, struttura storica del lungomare che giace sbarrata e in stato di totale incuria da ormai due stagioni.

A far scattare i soccorsi sono stati gli automobilisti di passaggio e i residenti della zona, allarmati dalla scia di fumo nero chiaramente visibile anche a distanza e dall’acuto odore di bruciato che si è subito diffuso nell’aria.

In una manciata di minuti, la centrale operativa del 112 ha inviato sul posto diverse squadre dei Vigili del Fuoco unitamente alle pattuglie dei Carabinieri della Compagnia di Ostia.

L’ispezione tra i locali e i timori per gli occupanti

Prima ancora di concentrare le lance d’acqua contro la furia del rogo, i soccorritori hanno dovuto forzare i varchi d’accesso ed entrare nei locali invasi dal calore per accertarsi che nessuno fosse rimasto travolto.

Il timore principale, infatti, era che all’interno dei manufatti di legno e muratura potessero essersi rifugiati dei clochard in cerca di un riparo per la notte, eventualità non rara per gli immobili dismessi del litorale.

I controlli a tappeto svolti dai caschi rossi hanno per fortuna dato esito negativo. Le operazioni di spegnimento e successiva bonifica si sono concluse in tempi brevi, contenendo la distruzione completa delle strutture circostanti, mentre l’intervento veniva documentato e rilanciato sulle piattaforme social dai passanti, tra cui l’influencer Mauro Delicato.

Il giallo sulle cause e la scia dei roghi sul demanio

Terminata la fase di emergenza, resta ora da chiarire la matrice dell’incendio. Sulle cause del rogo la Procura e i carabinieri hanno avviato accertamenti tecnici, ma la pista del dolo appare al momento la più accreditata: la struttura, infatti, era priva di allacci elettrici operativi, condizione che rende assai improbabile un’origine accidentale o derivante da un cortocircuito.

L’episodio dello Sporting Beach rappresenta purtroppo soltanto l’ultimo tassello di una serie di incendi dai contorni oscuri che negli ultimi anni hanno colpito le strutture balneari fantasma di Ostia.

Soltanto pochi mesi fa era governance andata a fuoco l’ex Casetta, un altro impianto lasciato incustodito da oltre un decennio.

Lo scorso anno, invece, le fiamme avevano devastato il Village, bene confiscato alla criminalità organizzata ed ex roccaforte del clan Fasciani, successivamente occupato e solo recentemente restituito alla pubblica fruizione come spiaggia libera.

Un quadro di perdurante criticità che si arricchisce di un ulteriore elemento temporale: l’incendio allo Sporting si è verificato infatti a circa 24 ore dall’annuncio con cui il Campidoglio ha confermato l’imminente abbattimento dello stabilimento, proprio mentre a pochissima distanza prendevano il via i cantieri per la demolizione dello Shilling, altra struttura dismessa del demanio marittimo romano.

Le foto presenti su abitarearoma.it sono state in parte prese da Internet, e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che le rimuoverà.


Sostieni il nostro lavoro indipendente
Anche un piccolo contributo fa la differenza

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Scrivi un commento