Acciuffato il super latitante Patrizio Forniti, scacco matto per il “capo dei capi” di Aprilia

Era sfuggito alla cattura nella retata dell’operazione Assedio nel 2024, beccato insieme alla moglie, anche lei considerata al vertice del clan pontino

Si faceva chiamare “il capo dei capi”. Un soprannome che, ad Aprilia, non aveva bisogno di spiegazioni. Lì dove aveva costruito il suo potere, lì dove – secondo gli investigatori – continuava a comandare anche da lontano.

Da Casablanca, dove viveva nascosto con un falso passaporto svizzero, convinto di potersi dissolvere tra le ombre della città marocchina.

Ma la fuga è finita. Patrizio Forniti, 53 anni, detto anche “il gatto”, latitante dal luglio 2024 dopo essere sfuggito alla maxi-retata dell’operazione Assedio, è stato arrestato dalla Gendarmeria reale marocchina su ordine di cattura internazionale emesso dal tribunale di Roma.

Con lui è finita in manette anche la moglie, Monica Montanaro, considerata dagli inquirenti non una semplice compagna, ma una figura apicale del clan. Per entrambi sono già state avviate le procedure di estradizione.

Forniti non era un nome sconosciuto agli archivi investigativi. Una lunga scia di precedenti per reati contro il patrimonio, detenzione illegale di armi e traffici sospetti.

E poi quei legami pesanti: contatti stabili con clan della ’ndrangheta e della camorra, soprattutto nel lucroso giro della droga, che – secondo gli investigatori – continuava a gestire persino quando si trovava ai domiciliari.

immagine di repertorio

Il boss era inserito nell’elenco dei latitanti pericolosi e già condannato in primo grado per estorsione con metodo mafioso.

La sua storia criminale è stata ricostruita dal Centro operativo della Dia di Roma, insieme ai carabinieri del comando provinciale di Latina, gli stessi che nel 2024 avevano sgominato 25 persone nell’operazione Assedio.

Un’inchiesta che, come un sisma, ha travolto le istituzioni locali fino a portare allo scioglimento del Comune di Aprilia e all’arresto – poi ai domiciliari – dell’allora sindaco, Lanfranco Principi.

La cattura in Marocco non è stata un caso. È il risultato di settimane di coordinamento internazionale: l’azione del Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia, il progetto I-CAN contro i latitanti della criminalità organizzata, e il lavoro sul campo dell’esperto per la sicurezza dell’Ambasciata italiana a Rabat, costantemente in contatto con la Direzione Centrale per i Servizi Antidroga.

Forniti pensava di essersi lasciato Aprilia alle spalle. Ma il filo della giustizia, anche da migliaia di chilometri di distanza, non ha mai smesso di tirare.

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