Avvelena l’amico con gli psicofarmaci nel caffè per rubargli la fede nuziale: arrestato 53enne

La vittima, un vedovo di 62 anni, salvata il giorno dopo da due conoscenti. L'anello, simbolo del legame con la moglie scomparsa, è stato ritrovato già fuso in un Compro Oro

Un caffè pomeridiano tra conoscenti trasformato in una trappola spietata e pianificata nei minimi dettagli.

Una storia di cinismo e vulnerabilità quella scoperta dagli agenti del Commissariato di Polizia di Ladispoli, che hanno fatto scattare le manette ai polsi di un uomo di 53 anni.

L’accusa per lui è pesantissima: rapina impropria aggravata, per aver narcotizzato un amico di 62 anni allo scopo di sfilargli dal dito la fede nuziale, prezioso ricordo della moglie defunta.

L’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari, firmata dal Giudice per le indagini preliminari su richiesta della Procura della Repubblica di Civitavecchia, è stata eseguita nelle ultime ore, chiudendo il cerchio su un’indagine partita all’inizio dello scorso aprile.

Il piano scattato in un momento di distrazione

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori della Polizia di Stato, il 53enne si era presentato a casa della vittima con la scusa di fare “due chiacchiere e bere un caffè insieme”.

Il padrone di casa, non sospettando minimamente le intenzioni dell’ospite, lo ha fatto entrare accogliendolo con familiarità.

È bastato però un attimo di distrazione: mentre il 62enne era voltato, l’indagato ha versato nella tazzina una massiccia dose di benzodiazepine (psicofarmaci dall’effetto fortemente sedativo).

Per farlo, secondo i rilievi scientifici, avrebbe utilizzato una siringa per dosare e inoculare con precisione il farmaco direttamente nella bevanda calda.

Il salvataggio e la scoperta del furto sacrilego

Il giorno successivo all’incontro, due amici del 62enne, allarmati dal fatto che l’uomo non rispondesse più al telefono, hanno deciso di presentarsi presso la sua abitazione.

Una volta entrati, si sono trovati davanti a una scena drammatica: l’uomo giaceva in uno stato confusionale profondo, colto da una sonnolenza estrema e incapace di reagire.

Accompagnato d’urgenza in ospedale, i medici del Policlinico Gemelli hanno subito riscontrato i sintomi tipici di un’intossicazione acuta da psicofarmaci, facendo scattare la segnalazione d’ufficio alle forze dell’ordine.

Solo una volta superato l’effetto dei farmaci e dimesso dai sanitari, l’uomo si è guardato la mano scoprendo l’amara verità: la fede nuziale era sparita.

Un furto dolorosissimo, trattandosi dell’anello che l’uomo aveva deciso di non togliersi mai per onorare la memoria della moglie scomparsa.

Il riscontro nel Compro Oro: Le indagini dei poliziotti di Ladispoli sono state fulminee. Gli agenti hanno setacciato i registri dei negozi di pegno e dei “Compro Oro” della cittadina laziale, individuando l’anello.

Purtroppo il gioiello era già stato frammentato e inserito nel ciclo di fusione del metallo prezioso, ma i poliziotti sono riusciti a identificarlo senza ombra di dubbio grazie al parziale salvataggio delle incisioni personalizzate ancora leggibili sui pezzi rimasti.

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