Blitz nella notte a Tor Bella Monaca: intercettata la banda del rame con 200 kg di “oro rosso”

L’Autorità Giudiziaria ha convalidato gli arresti nella mattinata di oggi

Un bottino pesante, letteralmente: due quintali di cavi in rame e attrezzi da lavoro caricati a tempo di record su un’auto in sosta lungo viale di Tor Bella Monaca.

Erano circa le tre del mattino quando una pattuglia della Polizia di Stato, in transito per il normale controllo del territorio, ha notato quel veicolo fermo a bordo strada con le quattro frecce attive.

Un’anomalia che ha spinto gli agenti ad accostare, proprio mentre quattro uomini stavano ultimando il carico.

Le “spiegazioni confuse” e le tracce nel fango

I quattro, cittadini rumeni tra i 20 e i 38 anni, hanno tentato la carta dell’innocenza improbabile: «Abbiamo trovato tutto questo materiale per strada, per caso», hanno dichiarato agli agenti.

Ma il loro stato fisico li ha traditi: sudore vistoso nonostante il freddo notturno, respiro affannato e un’evidente agitazione.

Il sospetto dei poliziotti è diventato certezza quando, torce alla mano, hanno ispezionato l’area oltre il guard-rail.

Il terreno parlava chiaro: rami spezzati, impronte fresche e i segni inequivocabili del trascinamento di carichi pesanti dal vicino complesso di garage verso la strada.

Il furto nei garage e il riconoscimento

Pochi metri più in là, la prova definitiva: un cancelletto divelto e una serie di box forzati. Un residente, svegliato dai rumori metallici, ha confermato di aver udito spostamenti massicci poco prima del blitz.

Il proprietario dell’area, giunto sul posto nel cuore della notte, ha riconosciuto senza ombra di dubbio gli attrezzi e le bobine di rame stipate nell’auto dei fermati. La refurtiva, del valore di migliaia di euro, è stata immediatamente restituita.

Arresti e documenti falsi

Per la “banda del rame” le manette sono scattate con l’accusa di furto pluriaggravato in concorso.

Ma non è tutto: durante le fasi di identificazione, due dei quattro sono stati trovati in possesso di documenti falsi, guadagnandosi un’ulteriore denuncia a piede libero.

L’Autorità Giudiziaria ha convalidato gli arresti nella mattinata di oggi, confermando la gravità degli indizi a carico del gruppo, che probabilmente contava sulla velocità di immissione sul GRA per far sparire la merce nei circuiti clandestini della ricettazione di metalli.


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