Boato e vetri tremanti, poi il silenzio: esplosione davanti a un palazzo a Roma

Nessuna chiamata al 112 da parte dei residenti: la segnalazione è arrivata solo il pomeriggio seguente. La Procura di Roma avvia le indagini per avvertimento criminale

Un’esplosione sorda, capace di far tremare i vetri e scuotere le fondamenta delle palazzine circostanti, ha squarciato il buio della notte tra domenica e lunedì a Tor Bella Monaca.

Un ordigno artigianale ad alto potenziale – con ogni probabilità una bomba carta – è stato piazzato e fatto deflagrare direttamente a ridosso del cancello d’ingresso al civico 46 di via Grottaglie.

L’impatto della deflagrazione ha ritorto le strutture metalliche e devastato l’accesso dello stabile, lasciando sul campo i segni inequivocabili di una pesante spedizione punitiva o di un avvertimento mirato.

Eppure, a fare da contorno all’ennesimo episodio di violenza nel quartiere della periferia est, è stato il silenzio assoluto calato nell’immediato post-esplosione.

Nessuno degli abitanti dell’immobile, né tantomeno i vicini svegliati di soprassalto dal boato, ha alzato la cornetta per avvertire le forze dell’ordine tramite il 112.

Per vedere gli investigatori sul posto si è dovuto attendere il pomeriggio di lunedì. È stato infatti un inquilino del condominio a presentarsi spontaneamente negli uffici della Stazione dei Carabinieri di Tor Bella Monaca per denunciare quanto accaduto ore prima.

Immagine di repertorio

Sentiti dai militari per provare a tracciare il contesto in cui è maturata l’azione criminale, i residenti hanno dichiarato di non avere idea di chi potesse essere il destinatario del gesto né di nutrire sospetti su qualcuno.

Gli uomini dell’Arma, coordinati dalla Procura della Repubblica di Roma, hanno avviato gli accertamenti a tutto campo:

I rilievi della Scientifica: I militari hanno perlustrato palmo a palmo l’asfalto davanti al palazzo, sequestrando i detriti e i residui pirici per analizzare in laboratorio la composizione chimica della miscela usata.

Lo screening degli abitanti: Gli investigatori stanno spulciando l’anagrafe dei residenti della palazzina per individuare eventuali persone con precedenti penali che potrebbero essere finite nel mirino del racket o di regolamenti di conti legati alla criminalità locale.

Caccia alle immagini: Sono in corso gli accertamenti sulle videocamere di sorveglianza della zona, sia pubbliche che private, per ricostruire i movimenti di chi ha piazzato l’ordigno e individuare la via di fuga utilizzata dopo l’innesco.

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