Casal Bertone, il “caso” Randaccio scuote il Campidoglio: servono 4 milioni di euro per la rinascita

L'assemblea Capitolina ha approvato una mozione, presentata da esponenti del Pd, per impegnare il sindaco e la giunta a reperire fondi per risolvere i problemi della scuola

Non è più solo una scuola in difficoltà. Il “Randaccio” di Casal Bertone è diventato il punto di rottura tra emergenza edilizia e scontro politico, con una vicenda che dai corridoi dell’istituto è arrivata fino all’Assemblea capitolina.

Dal novembre 2025, il plesso dell’Istituto Comprensivo “Piersanti Mattarella” vive una quotidianità ridotta a metà: due piani chiusi, spazi limitati e servizi essenziali compromessi. Un quadro che, mese dopo mese, si è aggravato trasformando la routine scolastica in una gestione d’emergenza.

Le criticità della scuola

Tutto è iniziato con il cedimento di un solaio che ha reso inutilizzabile la mensa. Da quel momento, per gli studenti i pasti si consumano direttamente in aula, tra libri e zaini. Poi, a inizio 2026, il colpo più duro: la chiusura dell’intero secondo piano.

La conseguenza è stata una riorganizzazione forzata degli spazi. Nove classi hanno dovuto lasciare le proprie aule: tre sono state trasferite in un altro istituto, mentre le altre sei sono state sistemate negli ambienti della biblioteca, adattati in via temporanea.

Una soluzione tampone che ha acceso la protesta delle famiglie, scese più volte in piazza per chiedere interventi rapidi e concreti, temendo che l’emergenza possa diventare la nuova normalità.

Il nodo dei finanziamenti

Per riportare l’edificio a condizioni adeguate servono circa 4 milioni di euro. Una cifra che il Municipio IV ha tentato di reperire senza successo nelle pieghe del bilancio comunale.

Fallito questo primo passaggio, l’attenzione si è spostata sul Ministero dell’Istruzione e del Merito, nella speranza di ottenere risorse straordinarie.

Nel frattempo, l’Assemblea Capitolina ha approvato una mozione che impegna il Campidoglio a individuare i fondi necessari nel prossimo assestamento di bilancio e ad avviare un confronto con il Governo.

Lo scontro politico

Ma il via libera all’atto non ha chiuso la partita. In Aula si è consumata una spaccatura netta. Fratelli d’Italia ha scelto di non votare la mozione, giudicandola priva di contenuti operativi.

Secondo i rappresentanti del partito, si tratterebbe di un documento senza scadenze né garanzie concrete, incapace di dare risposte immediate a studenti e famiglie. Una critica che riflette un clima di forte tensione politica, dove la gestione dell’emergenza scolastica diventa terreno di confronto diretto.

Tra attese e urgenze

Nel frattempo, la quotidianità alla Randaccio resta segnata da soluzioni provvisorie e disagi strutturali. La scuola continua a funzionare, ma in condizioni lontane dalla normalità.


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