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Scoperto il “Villaggio del Rame” sotto il Gazometro: baracche e bombole di gas tra i canneti

A far emergere la situazione sono stati Piergiorgio Benvenuti e Luca Emanuele dell’associazione Ecoitaliasolidale, intervenuti dopo diverse segnalazioni di fumi sospetti, soprattutto nelle ore serali

Un insediamento nascosto tra la vegetazione del Tevere, a ridosso di una delle aree più sensibili della città, riporta al centro il tema del degrado urbano e della sicurezza. Succede nella zona tra il Ponte dell’Industria e l’area del Gazometro, dove è stato individuato un accampamento abusivo immerso nel canneto lungo le rive del fiume.

La scoperta tra le segnalazioni dei cittadini

A far emergere la situazione sono stati Piergiorgio Benvenuti e Luca Emanuele dell’associazione Ecoitaliasolidale, intervenuti dopo diverse segnalazioni di fumi sospetti, soprattutto nelle ore serali.

Durante un sopralluogo lungo gli argini, superato il Ponte della Scienza dal quartiere Marconi, hanno documentato la presenza di un piccolo insediamento composto da una decina di baracche.

Un villaggio nascosto e difficilmente accessibile, ma attrezzato con generatori elettrici e bombole di gas utilizzate per cucinare. Elementi che, in un’area ricca di vegetazione, aumentano in modo significativo il rischio di incendi.

Rifiuti, roghi e traffici illeciti

Intorno alle baracche si accumulano rifiuti di ogni tipo. Parte viene abbandonata sul posto, parte finisce direttamente nel fiume. Tra i materiali individuati anche cavi elettrici lavorati sul posto: la plastica viene bruciata o dispersa, mentre il rame viene recuperato, verosimilmente per essere rivenduto.

Una pratica già nota, che oltre a generare inquinamento produce fumi tossici e aumenta il pericolo di roghi incontrollati.

«La presenza di insediamenti abusivi è già un problema spiegano Benvenuti ed Emanuelema lo diventa ancora di più quando si sviluppa in un canneto, a pochi metri da abitazioni e infrastrutture strategiche».

Il riferimento è proprio al Ponte dell’Industria, già gravemente danneggiato da un incendio nel 2021, la cui origine fu collegata a roghi partiti da baracche sottostanti.

Tensioni durante il sopralluogo

Il controllo dell’area non è avvenuto senza difficoltà. I due rappresentanti dell’associazione riferiscono di essere stati avvicinati e inseguiti da uno degli occupanti, che avrebbe intimato loro di non effettuare riprese.

Un episodio che, secondo gli stessi, evidenzia l’esistenza di zone di fatto sottratte al controllo e alla fruizione dei cittadini.

La reazione politica

Sulla vicenda è intervenuto anche Federico Rocca, consigliere comunale e responsabile sicurezza di Fratelli d’Italia a Roma, che ha annunciato iniziative formali per chiedere un intervento immediato.

«È una situazione inaccettabileha dichiarato sia per le attività che si svolgono all’interno del campo sia per il rischio incendi».

L’appello: sgombero e riqualificazione

Ecoitaliasolidale e il consigliere Rocca chiedono ora un intervento rapido delle istituzioni: sgombero dell’insediamento, bonifica della zona e avvio di un percorso di riqualificazione della golena del Tevere.


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