Categorie: Degrado Politica

Villa Pamphili, la recinzione fantasma: dopo un mese restano solo i nastri gialli

Era la metà di marzo quando la storica cancellata, all’altezza del civico 74 di via Leone XIII, veniva divelta in più punti; oggi, trenta giorni dopo, quel varco resta un invito aperto all'incuria

Un mese di attesa, ma dei fabbri promessi non c’è traccia. A Villa Pamphili, il polmone verde più amato dai romani, la sicurezza è ancora affidata a qualche metro di nastro bicolore della Polizia Municipale.

Era la metà di marzo quando la storica cancellata, all’altezza del civico 74 di via Leone XIII, veniva divelta in più punti; oggi, trenta giorni dopo, quel varco resta un invito aperto all’incuria.

Non si tratta di un semplice cedimento, ma di ferite inferte con precisione. Le sbarre di ferro sono state divelte in due punti distinti, mentre in un terzo tratto i pali metallici sono stati divaricati quel tanto che basta per permettere il passaggio di una persona.

Un’operazione chirurgica che ha allarmato i frequentatori abituali: il sospetto è che non si tratti di vandalismo gratuito, ma di una breccia studiata a tavolino.

L’allarme: «Rischio insediamenti abusivi e pericoli per la fauna»

L’Associazione per Villa Pamphili è tornata a bussare alle porte del Campidoglio. In una lettera indirizzata all’assessora all’Ambiente Sabrina Alfonsi e al presidente della Commissione Ambiente Giammarco Palmieri, i volontari hanno ribadito l’urgenza di un intervento risolutivo.

Il timore è duplice:

  • Degrado urbano: I varchi aperti potrebbero favorire la nascita di nuovi insediamenti abusivi all’interno della Villa, aree difficili da monitorare una volta occupate.

  • Sicurezza ambientale: L’ingresso incontrollato di personale non autorizzato e cani senza guinzaglio rappresenta una minaccia per la fauna selvatica che popola il parco, un ecosistema delicato già messo a dura prova dalla pressione urbana.

Non solo via Leone XIII: nel mirino anche via Vitellia

Il bollettino dei danni, purtroppo, non si ferma alla recinzione perimetrale. Recentemente è stato preso di mira anche il cancello pedonale di via Vitellia.

Un danno che colpisce direttamente la fruibilità quotidiana del parco: è da lì, infatti, che passano i cittadini diretti all’area cani o chi, molto più semplicemente, cerca ristoro alla storica fontanella.

I volontari sono chiari: il ripristino deve essere totale. Limitarsi a “rattoppare” i buchi non basta più di fronte a un’offensiva che sembra sistematica.


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