

Fiamme nate dalle sterpaglie, ma ad alimentare l'incendio è la solita immondizia abbandonata
L’odore acre della plastica bruciata che filtra dalle finestre chiuse, la visibilità che crolla sull’asfalto dell’A24 e quella striscia di fuoco che minaccia da vicino i binari dell’Alta Velocità.
È il risveglio amaro del quartiere Collatino, dove attorno alle 10:15 la solita bomba a orologeria fatta di degrado e incuria è tornata a esplodere.
L’incendio è divampato nel triangolo compreso tra via Spencer, via del Flauto, via Collatina Vecchia e via Igino Giordani. Una dinamica fin troppo nota per la periferia est della Capitale: una scintilla partita dalle sterpaglie rinsecchite dal sole d’agosto che trova alimento immediato nei cumuli di rifiuti abbandonati illegalmente nell’area.
Nel giro di pochi minuti, la vegetazione secca ha ceduto il passo a un rogo di diverse proporzioni, sollevando una colonna di fumo denso che ha tenuto in ansia centinaia di residenti.

A fare da sfondo all’emergenza è un punto nevralgico per la mobilità romana. Le fiamme si sono sviluppate proprio sotto i viadotti che portano al tronchetto urbano dell’autostrada e a ridosso del sedime ferroviario dove corrono i treni ad alta velocità.
La nube scura ha invaso la sede stradale, costringendo gli automobilisti a rallentare di colpo e trasformando la circolazione del quartiere in un collo di bottiglia.
L’allarme lanciato dagli abitanti della zona ha fatto scattare le sirene della squadra dei Vigili del Fuoco di La Rustica, giunti sul posto insieme alle tute gialle della Protezione Civile.
I pompieri hanno dovuto lavorare per arginare la spinta del fuoco ed evitare che le fiamme intaccassero i pilastri delle arterie stradali o la linea dei treni, prima di avviare lo spegnimento della massa incandescente di immondizia.
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