Concessi i domiciliari a Bruno Radosavljevic

Scoppia la polemica. Venerdì 28 novembre, ad Acilia, fiaccolata di protesta
A.M. - 26 Novembre 2008

Il Tribunale del riesame, il 25 novembre, ha concesso a Bruno Radosavljevic, l’uomo che il 5 novembre, ubriaco e drogato al volante della sua Bmw, travolse 13 persone che aspettavano l’autobus ad Acilia. Dopo appena 20 giorni di detenzione, nel carcere romano di Regina Coeli, Radosavljevic è tornato nel campo nomadi abusivo in cui abitava, anche, prima dell’incidente.

Ancora non sono note le motivazioni del provvedimento ma è già scoppiata la polemica. Durissima la condanna del sottosegretario all’Interno, Alfredo Mantovanoche che ha definito i giudici come “dissennati”. Anche il primo cittadino Gianni Alemanno giudica un errore la concessione dei domiciliari al giovane croato, che con il suo gesto, avrebbe solo "dimostrato disprezzo per la vita”. Il Sindaco ha anche invitato i giudici a rivedere la decisione.
Andrea Palmieri, l’avvocato del nomade, più che esternare soddisfazione per la disposizione del Tribunale sembra più concentrato sul ritorno di Radosavljevic a casa, nel campo nomadi di Dragona, perché teme per il suo assistito possibili ritorsioni.

Intanto, ad Acilia, Forza Nuova ha organizzato una fiaccolata per protestare contro la scarcerazione, per venerdì 28 novembre alle ore 17, in largo Cesidio da Fossa. “Forza Nuova ha deciso di scendere ancora una volta in piazza – dichiarano in un comunicato – per esprimere il proprio sdegno verso questa magistratura e la propria solidarietà verso la gente di Acilia e Dragona colpita un’altra volta dopo la tragedia di qualche settimana fa.
È inaccettabile che chi ha commesso un reato del genere venga quasi premiato rispedendolo nel campo abusivo da dove viene. È inaccettabile che certa magistratura calpesti in questo modo la sensibilità della gente ancora scossa da un atto che poteva generare una strage.
Che fine ha fatto la tanto decantata tolleranza zero? Che fine ha fatto il Patto per Roma? Invece di buttare milioni di euro per opere assolutamente non necessarie sarebbe meglio investire il denaro pubblico per garantire la sicurezza e l’incolumità del Popolo di Roma”.

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