Crisi Ater colpisce soprattutto gli inquilini adempienti

I sindacati degli inquilini chiedono al Comune di sospendere il provvedimento di immobilizzazione delle riserve economiche dell’ente
Comunicato stampa - 17 Giugno 2008

Il provvedimento comunale di immobilizzazione delle riserve economiche dell’Ater, disposto per i debiti assunti dal vecchio IACP dovuto al mancato pagamento dell’ ICI dal 1993 al 2002, (che si chiedeva non fosse applicata ad un patrimonio di utilità pubblica e che ammonta a circa 372 milioni di euro), impedisce oggi all’azienda di effettuare ogni intervento che comporti spese per erogare servizi di qualunque natura per tutti gli assegnatari.

Ancora una volta, la crisi dell’ATER di Roma colpisce principalmente coloro che hanno sempre pagato i canoni di locazione, le manutenzioni, gli oneri accessori e quanto richiesto dall’amministrazione, ai quali saranno sospesi tutti i servizi primari come l’erogazione del riscaldamento e il funzionamento degli ascensori.

I sindacati inquilini SUNIA, SICET, UNIAT, FEDER.CASA e UNIONE INQUILINI hanno chiesto il 17 giugno al Comune di Roma di sospendere il provvedimento e di aprire un tavolo di concertazione con le Organizzazioni Sindacali degli inquilini, per individuare soluzioni idonee per la dignità di tutti gli assegnatari e sostenere la lotta degli oltre 400 dipendenti dell’azienda ai quali si presentano dubbi ed incertezze sul proprio futuro lavorativo.


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