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Piano case ex Enasarco, è scontro in Campidoglio: la maggioranza boccia la mozione dell’opposizione sui condomini misti

L'Aula Giulio Cesare respinge il documento presentato da Fratelli d'Italia per bloccare l'acquisto degli alloggi. Il centrodestra attacca: «L'amministrazione scarica sui privati incognite economiche e ritardi nei pagamenti»

L’utopia delle politiche abitative comunali va a sbattere contro la cruda realtà dei verbali di assemblea condominiale.

In un’Aula Giulio Cesare trasformata in arena politica, la maggioranza che sostiene la Giunta guidata da Roberto Gualtieri ha alzato il muro, bocciando senza appello la mozione presentata da Fratelli d’Italia e condivisa dall’opposizione sulla spinosa partita dell’acquisizione degli appartamenti ex Enasarco.

Un no secco che ha immediatamente fatto salire la tensione in Campidoglio, trasformando una delibera sull’emergenza casa in un potenziale incubo burocratico e finanziario per centinaia di famiglie romane.

L’incubo del “condominio misto”: pubblico e privato sotto lo stesso tetto

A mandare su tutte le furie il centrodestra è la filosofia operativa adottata dall’assessorato alla Casa: invece di rilevare interi complessi edilizi indipendenti, Palazzo Senatorio sta procedendo al riscatto di singoli alloggi incastonati dentro stabili in cui convivono già proprietari privati.

Un mosaico di “condomini misti” che rischia di trasformarsi in un ginepraio legale ed economico.

Il timore delle opposizioni, infatti, affonda le radici in una casistica fin troppo nota alle cronache cittadine: le croniche lentezze dell’amministrazione comunale nel saldo delle quote spettanti al Comune per le spese di amministrazione, la manutenzione delle parti comuni, le pulizie e il riscaldamento.

Con un rischio calcolato chiaramente nel testo respinto: se l’ente pubblico ritarda nei versamenti, a dover coprire i buchi di cassa per evitare i sigilli ai servizi essenziali saranno proprio i privati cittadini residenti nello stesso immobile.

Immagine di repertorio

Le richieste congelate: «Prima i blocchi liberi, poi i singoli alloggi»

Il documento bocciato dall’emiciclo capitolino — firmato dal capogruppo di FdI Giovanni Quarzo insieme ai consiglieri Mariacristina Masi, Federico Rocca, Francesca Barbato e Stefano Erbaggi — chiedeva un brusco cambio di rotta all’esecutivo cittadino:

Stop alle acquisizioni a macchia di leopardo: sospensione immediata degli acquisti frazionati all’interno di stabili privati in assenza del via libera formale dell’assemblea di condominio.

Priorità agli immobili interi: dirottamento delle risorse comunali prioritariamente su fabbricati totalmente liberi ed edificati ad hoc per l’edilizia residenziale pubblica.

Audit sui costi futuri: una rigorosa analisi preventiva per calcolare la sostenibilità finanziaria degli oneri di gestione e delle manutenzioni straordinarie negli anni a venire.

L’affondo di FdI: «La Giunta si prenderà le sue responsabilità»

«La maggioranza capitolina ha scelto la via del muro contro muro, disinteressandosi completamente dei legittimi dubbi avanzati da chi ha comprato casa con i risparmi di una vita» attaccano in una nota congiunta i firmatari dell’atto di Fratelli d’Italia.

«Comprare singoli appartamenti dentro palazzine private significa creare corto circuiti annunciati sulla ripartizione delle spese e sulla gestione quotidiana degli stabili. La Giunta Gualtieri si assume oggi una responsabilità gravissima di fronte alla città. Da parte nostra non abbasseremo la guardia: porteremo le proteste dei residenti direttamente nell’Azienda e pretenderemo conti chiari su ogni singolo euro speso».

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